E
![]() |
||
| Torna al sommario | ||
| Editoriale | ||
Donna e poesia È appena trascorsa la festa della donna, fra poco ricorrerà un’altra festa che riguarda le donne: la festa della mamma. Ma forse non ci chiediamo più chi festeggiamo, chi è la donna. Sembra una domanda inutile, ma se si prova a chiedere a chi incontriamo chi è la donna, si resta sorpresi dalla varietà delle risposte e sovente anche dalla loro povertà. Forse non siamo più abituati a riflettere, non ci interessa più, siamo presi dalle incombenze e dai problemi di ogni giorno, non abbiamo più il tempo per porci domande. Ma se non sappiamo chi festeggiamo, se perdiamo il senso più profondo della festa, che senso ha fare festa? L’8 marzo, per l’evento che ricorda, collega la donna col lavoro, la donna lavoratrice. Ma ogni donna si sente ben più grande, ben più ricca della sua attività lavorativa. La bellezza Archiloco, lirico greco: “Con una fronda di mirto giocava/ ed una fresca rosa;/ e la sua chioma /le ombrava lieve gli omeri e le spalle”. Yamaguchi Seishi, poeta giapponese del xx secolo: “Chiude gli occhi la fanciulla- felice d’essere nata/nel sole di primavera”. Bellezza che è gioia che non ha fine Il rischio di essere distratti, di cadere nell’ovvio La necessità del silenzio, della contemplazione... Lao-tse, poeta e filosofo cinese del V secolo a.C., fondatore del taoismo: “L’amore che si prova / è molto più forte/ delle parole che lo pronunciano”. Adonis, poeta siriano del ’900: “Erigerò in tuo ricordo un tempio di silenzio / ovunque andrò su questa terra: silenzio/ Che a volte appare come alberi spogli/ e a volte come acqua sorgiva/ Tempio alla cui porta si incontrano le creature del /silenzio”. Baqi, poeta ottomano (1526-1600): “I raggi del sole del tuo viso colpiscono il mio cuore,/ sono come il chiaro di luna sull’acqua./Grazie alla tua maestria di calligrafo la pagina del mio cuore/ è come un libro miniato”. Nakamura Kusatao, poeta giapponese del ’900: “Vorrei vivere per sempre- una voce di donna/ e il frinire di cicale”; “c’è nel cielo il blu/ primordiale -da mia moglie / ricevo una mela”. Adonis: “... ho domandato alla rugiada sui rami, ho / domandato al sole se avesse letto/ i tuoi passi, dove la notte ti aveva vista, come si / erano incamminati / accanto a te i fiori della casa e gli alberi”. “... sei assente ma la tua luce / viaggia nei miei occhi?”. “Mi confrontai con la donna che avevo raffigurato, cominciai a cercarla ma / non trovai una figura a lei somigliante”. “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna ...”(Gn. 2.24). La donna non è solo la prima “casa” dell’uomo, perché l’ospita nel suo ventre per nove mesi e poi lo nutre e lo cresce, ma è sempre la casa dell’uomo, che lascerà la sua “casa” per unirsi alla sua donna: ogni ecologia, come “riflessione sulla “casa” dell’uomo” ha il suo fondamento più autentico nella donna. Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” (Gn. 2.18) e creò la donna. |
||