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I Gruppi Consiliari

Dal Consiglio Comunale
Lega Nord Padania
Democratici di Sinistra
Rifondazione Comunista
Forza Italia
La Margherita
Alleanza Nazionale
UDC
Aria Nuova per Novate
Uniti per Novate
Verdi

Una proposta per recuperare
il senso civico
“Guarda ... che ti riguarda” era il motto di una vecchia edizione dell’oratorio estivo. Senza voler mischiare il sacro con il profano, è comunque una frase interessante che si può estendere a tanti aspetti della vita. Di fronte ad episodi di vandalismo, di disagio, di intolleranza ci si chiede spesso se esistano ancora dei valori condivisi, se esista un senso di appartenenza e un senso civico. Poi capita di vedere all’opera organizzazioni di volontariato dove migliaia di giovani, e meno giovani, si prodigano con entusiasmo e senza chiedere nulla.
Si vedono per esempio i volontari della SOS di Novate o quelli della Protezione Civile che, nelle avversità, si impegnano senza tregua per liberare le scuole dalla neve o le strade dai rami spezzati dai temporali. O ancora i tanti volontari che assistono gli anziani, i portatori di handicap o le persone che soffrono. Tanti sono gli ambiti di volontariato sia in campo sociale sia in altri settori. È recente per esempio un altro importante evento che ogni anno coinvolge migliaia di volontari: la giornata di Primavera del FAI (il Fondo per l’Ambiente Italiano). Durante il primo fine settimana di primavera infatti vengono aperti al pubblico, gratuitamente, centinaia di luoghi meravigliosi che formano il patrimonio culturale e naturalistico italiano che il FAI riceve in donazione o acquista al fine di proteggerli e salvaguardarli da sicuro decadimento. Durante tale evento centinaia di ragazzi delle scuole collaborano facendo da “ciceroni” e affiancando altre centinaia di volontari impegnati nel promuovere e sostenere l’attività dell’associazione. È recente il riconoscimento anche di Villa Arconati di Bollate tra i “Luoghi del cuore” del FAI.
Vedere tanti giovani, e meno giovani, impegnati nel volontariato, in qualunque forma, onestamente scalda il cuore. È importante infatti far sì che i cittadini si riapproprino del senso di appartenenza ad una comunità, ritrovino quel senso civico che non deve riaffiorare solo in situazioni di crisi, provino un vero amore per la propria cultura e la propria terra.
Le Istituzioni, in questo senso, devono essere impegnate in prima linea. Ben venga il sostegno economico all’associazionismo, ben vengano forme di finanziamento come il 5 per mille della dichiarazione dei redditi, ma non basta. La rivoluzione deve essere anzitutto “culturale”. I centri educativi (le famiglie prima di tutto e le scuole) devono svolgere un ruolo primario ma come detto anche le Istituzioni (Comune, Provincia, Regione) possono dare il loro contributo.
Trovo interessante, anche se non originale, l’iniziativa di molti comuni di eleggere il sindaco ed il consiglio comunale dei ragazzi (dei bambini). È uno dei tanti modi per far sentire parte di una comunità i giovanissimi e aiutarli a sforzarsi di pensare ai bisogni di tutti. Perché non promuoverlo anche a Novate Milanese? È una proposta che avanzo al Consiglio Comunale, nella sua globalità, purché ci sia l’impegno di tutti a non trasformare la cosa nell’ennesima strumentalizzazione di parte.
Se Vi interessa... parliamone.
Roberto Ferrari
Presidente
del Consiglio Comunale
prescons@comune.
novate-milanese.mi.it

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Continuiamo a volere
i nostri anziani a Novate

Prendiamo spunto da quanto è apparso circa il progetto di messa a norma e ampliamento dell’Oasi S. Giacomo nello scorso numero di Informazioni Municipali a pagina 8 e scritto da Luigi Carrara, assessore nella giunta precedente. L. Carrara descrive chiaramente i motivi per i quali l’Amministrazione Comunale ha costituito una fondazione paritetica con il Cottolengo Oasi S. Giacomo. Due anni fa, durante la campagna elettorale per eleggere questa Maggioranza, in un incontro pubblico molto bene presenziato, era stato illustrato il progetto per l’aggiornamento e ampliamento dell’Oasi S. Giacomo. In quell’occasione vi era anche un plastico del progetto che illustrava molto bene ciò che si voleva fare per la nostra comunità.
Della “residenza per anziani” non ripetiamo i dati tecnici e i numeri dati da L. Carrara nel numero di Informazioni Comunali di febbraio 2006 e di ottobre 2005, ma siamo sicuri che sarà un’istituzione moderna e dotata di adeguato personale, spazi, attrezzature e quanto altro necessario per gli utenti come nell’intenzione originale. La “residenza per anziani” soddisferà tante necessità dei nostri cittadini più anziani che al momento non trovano in Novate ma possono trovare, parziale o completa, soddisfazione alle loro necessità in istituzioni di qualche paese limitrofo o lontano.
Quando il progetto sarà completato ed operante, noi crediamo che sarà l’istituzione più amata dai nostri concittadini, grandi e piccini che siano.
Come ben vedete la Maggioranza non si è dimenticata di questo progetto. Possiamo dire che si sta adoperando, con pazienza e perseveranza, per ottenere adeguati “accreditamenti” presso la Regione Lombardia per questo progetto. Come da programma elettorale, l’attuale Amministrazione continua a tessere e mantenere, con le dovute maniere anche se non si fa tanta divulgazione, i contatti per portare in essere ciò che nel programma elettorale di questa coalizione di maggioranza veniva chiamato “centro diurno integrato, Residenza per anziani”. Mentre nel programma della Lega veniva definito in modo semplificato “Residenza per persone anziane”. Noi tutti ci auguriamo che il progetto abbia un buon esito e in tempo ragionevole.
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese

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Abbiamo bisogno di un Sindaco
non di un predicatore

Abbiano letto l’editoriale del sindaco sullo scorso numero di “Informazioni Municipali”. Il tono del testo mette a nudo il confuso, contraddittorio, tentativo di gettare fango sui “comunisti”, tentando di dare a questo attacco una qualche dignità culturale. I cittadini giudicheranno da soli. Quando si strumentalizza un grande pensatore politico come Gramsci, le cui opere sono state tradotte in decine di lingue nel mondo, facendo intendere che per Gramsci la morale è solo il potere e il dominio, accostandolo a Machiavelli, “il fine giustifica i mezzi”, si compie non solo un’opera di disinformazione storica e culturale, ma anche un atto di bassa propaganda elettorale, forse per guadagnarsi qualche merito a futura memoria. Non mentire è un imperativo dei Dieci Comandamenti più volte evocati dal Sindaco. Ma forse Lui non mente perché probabilmente non ha letto niente di Gramsci. Vogliamo ricordare che il fondatore del P. C. d’Italia è stato incarcerato dal regime fascista ed è morto in carcere per non deviare dalla sua coscienza e dalla sua morale, combattendo sino all’ultimo, scrivendo, una tirannide che ha portato l’Italia in guerra, con lutti e distruzioni. “Il fine giustifica i mezzi” si può invece riconoscere nella vocazione al comando e al potere del Sindaco. Ognuno sceglie il suo percorso politico. Ma quando si “cambia casacca” per restare al potere, queste sono scelte che hanno poco ha a che fare con la “moralità” della politica. Il metodo democratico che nell’editoriale è quasi irriso, anche qui strumentalizzando definizioni ormai sepolte dalla storia, è per noi invece la garanzia di trasparenza, di controllo, di partecipazione, di equilibrio di poteri, tutti anticorpi efficaci perché la politica non abbandoni la moralità, che è l’essenza della politica intesa come servizio e non come potere e interesse. Per finire: la cooperazione trattata dal Sindaco con il solito moralismo da “principe”. In questo finale Silva fa intendere che un “preciso partito” ha tratto vantaggio dalle cooperative a scapito però dei soci, “senza tuttavia, occorre precisare, - dice il Sindaco - che in questo non vi è nulla di illegale”. Francamente assomiglia molto ad una sceneggiata che ha riempito i TG per giorni; tutti sanno come è finita! Adesso però siamo stufi di questa squallida operazione tesa a delegittimare i DS. Queste frasi sono solo insinuazioni lanciate per sporcare, per far credere alla gente che noi siamo dei disonesti. La vera disonestà sta nel seminare veleni, nel lanciare il sasso e nascondere la mano. Se il sindaco ha degli elementi seri per dar corpo alle sue strampalate tesi, ha il dovere morale di fare una camminata sino al Palazzo di Giustizia. Lo aspettiamo senza nulla temere. Nel frattempo vogliamo ricordargli che tanti cittadini novatesi (pentiti) lo hanno eletto per fare il Sindaco, per amministrare bene Novate, non per fare il filosofo o il moralista, categorie peraltro importanti e degne di attenzione. Fare il Sindaco significa operare per unire la comunità e non dividerla, significa operare per creare fiducia e armonia e non spargere sospetti, significa operare per creare un clima di confronto sereno e produttivo e non dimostrare arroganza, significa ascoltare per decidere e non imporre. Anche questi comportamenti virtuosi fanno parte integrante della moralità della politica. I sermoni senza comportamenti coerenti sono solo propaganda politica e non della migliore.
Democratici di Sinistra
Novate Milanese

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Grazie!
Rifondazione Comunista a Novate ha aumentato i suoi voti del 53% al senato e del 12% alla camera per un totale di circa 400 VOTI IN PIÙ RISPETTO ALLE POLITICHE DEL 2001 con un minor numero di aventi diritto al voto; ovvero il 9,4% dello schieramento del centrosinistra al senato e il 7,8% alla camera.
Un risultato che premia il nostro impegno sul territorio ma soprattutto, speriamo, le proposte che il nostro partito ha fatto a livello nazionale.
Prodi ha vinto, di poco ma ha vinto, del resto il centro-destra non si è fatto grossi problemi a governare con 11 regioni favorevoli al centrosinistra; a colpi di decreti e “fiducia” ha legiferato a proprio favore senza alcun pudore, peggiorando le condizioni di vita della maggioranza delle famiglie degli italiani.
Oggi tocca all’Unione di sinistra governare il Paese: e noi ne facciamo parte.
La situazione economica, sociale e democratica dell’Italia è catastrofica, il Paese è spaccato in due: si è voluto creare un clima di destabilizzazione rendendo più difficile ogni soluzione.
Dobbiamo, da subito, costruire il nuovo Governo con Prodi Presidente ed uomini consapevoli dell’asprezza del compito, ma capaci di approntare soluzioni politiche ed amministrative nell’interesse della collettività.
Abbiamo, come Unione, il vantaggio di aver predisposto, prima delle elezioni, un programma costruito con associazioni e movimenti rappresentativi del popolo.
È necessario definire da subito le priorità d’intervento: salari, pensioni, costo del lavoro, evasione fiscale, ritiro delle truppe dall’Iraq, informazione democratica, diritti civili e sociali sono necessità inderogabili per i primi interventi del Governo Prodi.
Noi della “Steve Biko”, seppur sfiniti dalla campagna elettorale, garantiamo il nostro impegno affinché il programma, tanto faticosamente stilato, sia rispettato e chiediamo anche a voi di partecipare attivamente.
Grazie ancora per la fiducia accordataci.
Comitato direttivo circolo
del partito della
Rifondazione Comunista
Steve Biko

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Più preoccupati che delusi
Ragioni di tempi ristretti per la stampa del Notiziario ci costringono alla stesura dell’articolo nella mattinata del giorno 11 aprile, a pochissime ore dalla chiusura dei seggi elettorali senza il tempo necessario, dunque, per una analisi approfondita che il voto politico meriterebbe: per la realtà di Novate ma, soprattutto, per l’Italia.
Novate vede prevalere la coalizione dell’Unione sulla Casa delle Libertà per circa quattro punti percentuali corrispondenti ad uno scarto di poco superiore ai 500 voti; Forza Italia è il primo partito della città con il 23% seguito dai Democratici di Sinistra con il 19%.
Dobbiamo ringraziare gli oltre tremila novatesi che ci hanno consegnato questo risultato; in particolare ringraziamo i giovanissimi (non votanti per il Senato) che alla Camera per un quarto della loro consistenza hanno votato Forza Italia!
Stiamo commentando, però, elezioni politiche nazionali che vedrebbero (nel momento in cui scriviamo) la coalizione dell’Unione prevalere di strettissima misura (circa 25.000 voti su 47.000.000 complessivi!): la fotografia di un paese - da un punto di vista politico - esattamente diviso in due parti uguali.
I meccanismi elettorali, tuttavia, consentono alla coalizione seppur vincente di un soffio, di beneficiare di un consistente margine parlamentare affinché possa governare e da qui trae origine il nostro titolo: delusi per una sconfitta di proporzioni infinitesimali ma più preoccupati per una coalizione così eterogenea chiamata a governare il paese grazie ad una manciata (in senso letterale) di voti.
Due decisivi punti di debolezza (eterogeneità di partiti e rappresentatività del corpo elettorale) che rendono il compito del leader “vincente”, a nostro parere, quasi improbo.
Come sarà possibile per questa coalizione mettere d’accordo al suo interno valori così lontani (dalla famiglia alla religione), visioni della Società così opposte (l’ingerenza dello Stato nella vita privata del cittadino), indirizzi di politica estera così discordanti (il ruolo dell’Italia sullo scenario mondiale), politiche economiche così asimmetriche (la gestione dei processi di creazione della ricchezza e la sua distribuzione)?
Questo ci preoccupa e la nostra preoccupazione non nasce, come si potrebbe pensare, dalla stizza per essere stati battuti ma dal bene che vogliamo per il nostro Paese; siamo preoccupati perché temiamo che forze contrapposte all’interno della stessa coalizione chiamata a governare, portino all’immobilismo: concetto teorico che in pratica si traduce in arretramento sotto tutti gli aspetti.
Siamo preoccupati perché temiamo, in uno scenario del genere, che si materializzi l’unico “collante” in grado di cementare posizioni diametralmente diverse: la gestione del potere.
Speriamo, ovviamente, di non essere la “Cassandra” del momento ma ogni elemento sembra deporre in questa direzione ed ecco perché, con tutta la sincerità possibile, facciamo i nostri migliori auguri: non a Berlusconi (che non ne ha bisogno), non a Prodi (che ne avrebbe tanto bisogno) ma a tutti gli Italiani.
Forza Italia
Novate Milanese

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E ora... costruiamo
il futuro abbassando i toni

Innanzitutto il nostro sincero ringraziamento per i cittadini/e che, con il loro voto, hanno dato fiducia e consenso a “La Margherita” (Senato) e a “L’Ulivo” (Camera).
Al termine di una campagna elettorale dai toni aspri ed eccitata dal clima di divisione per la sollecitazione degli interessi più individuali e particolari degli italiani, vorremmo proporre, tra le tante possibili, alcune considerazioni.
1) La legge elettorale: è un macigno da rimuovere perché toglie ogni possibilità di riferimento al territorio e di scelta all’elettore, consegnandola alle segreterie dei partiti che di fatto designano i nuovi parlamentari che finiscono con l’essere “sudditi”.
2) Il voto giovanile: i giovani fanno la differenza a favore del centro-sinistra alla Camera rispetto al Senato. Crediamo, però, che i diciotto-venticinquenni siano interessati più a “L’Ulivo” che ai singoli partiti (DS e Margherita).
3) Il Partito democratico: il dato politico destinato a determinare le maggiori conseguenze sul futuro, è l’accelerazione sulla strada del Partito democratico. Alla Camera L’Ulivo ha ottenuto oltre il 3% in più della somma dei voti delle liste separate dei DS e della Margherita al Senato (considerando il contributo dei repubblicani della Sbarbati marginale). Forse si partirà dalla formazione di gruppi parlamentari comuni ma, soprattutto, dipenderà dal moto dal basso che si metterà in movimento.
4) La sconfitta del radicalismo esasperato: la Rosa nel pugno, seppure risulta determinante il suo apporto per la vittoria del centro-sinistra, esce dalla competizione assai ridimensionata rispetto alle attese. Al Senato non ottiene neppure un seggio. Quindi, sì al confronto su laicità e diritti civili, ma senza gli accesi toni di un vecchio anticlericalismo.
5) I risultati a Novate: l’aggregazione di centro-sinistra ha conseguito 7.385 voti (52,01%); quella di centro-destra 6.815 voti (47,99%).Anche a livello locale la Margherita ha conseguito un buon risultato. Con 1415 voti (10,75%) conferma il suo radicamento sul territorio e rimane il terzo partito cittadino.
Rispetto a “L’Ulivo” (4.741 voti pari al 33,39%), vale quanto detto a livello nazionale: la lista unitaria prende il 3,75% in più.
Concludendo, noi della Margherita ribadiamo: la difesa della vita e la tutela della famiglia fondata sul matrimonio ma, contemporaneamente, la tutela dei diritti civili di tutti i cittadini e quindi anche delle persone omosessuali e dei conviventi di fatto; l’osservanza delle regole democratiche; la priorità del “bene comune” sugli interessi personali; la tutela dei ceti più deboli; una politica economica che si opponga alla deriva del liberismo selvaggio. Ora occorre guardare al futuro e instaurare un clima diverso dall’attuale. Un clima dirompente, che vede il paese spaccato verticalmente e incapace di confrontarsi sui problemi e i grandi temi che dovrebbero registrare un sentire comune. Dimentichiamoci il repertorio di insulti e attacchi personali. Il Paese, ne siamo sicuri, ce ne sarà grati.
La Margherita
Circolo “A. De Gasperi”

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La Destra a Novate
continua a crescere

10,72 alla Camera e 10,45 al Senato. Questi i numeri di An all’ultima consultazione elettorale. Si tratta del risultato più alto (dopo il 10,8 delle regionali 2000) nella storia della destra novatese. Si conferma dunque una tendenza alla crescita che è il segnale più incoraggiante per chi lavora quotidianamente con impegno e determinazione.
Come analisi generale si deve rilevare una tenuta del centro destra e, per alcune forze politiche della coalizione (AN e UDC), addirittura una crescita. È certamente un segnale di salute. Non altrettanto si può dire del centro sinistra dove solo Rifondazione Comunista cresce e la Margherita paga lo scotto di un’alleanza contro-natura.

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UDC
L’UDC non può che ritenersi soddisfatto per il risultato raggiunto a Novate Milanese, il 6,17% alla Camera ed il 6,39% del Senato, abbastanza in linea con il dato nazionale, conferma il trend positivo del nostro giovane partito ad ogni appuntamento elettorale, dandoci ancora più forza per continuare a sostenere e ad affermare i tradizionali valori cristiani della famiglia e della persona mantenendo un contatto diretto con la gente ascoltandola e facendosi portatori delle legittime rivendicazioni di chi in quei valori si riconosce. Un ringraziamento quindi a tutti gli elettori ed elettrici per la fiducia rinnovata, ad maiora.
Udc
Novate Milanese


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Vincono gli uomini e le donne dell’Unione e dell’Ulivo. Vince con loro Romano Prodi
Il 9 e il 10 aprile 2006 il popolo italiano si è “liberato”. È accaduto ad aprile, di nuovo, come sessantun anni fa, quando la Liberazione (quella con la elle maiuscola!) segnò la possibilità di una nuova primavera per la nostra democrazia.
È stato mandato a casa un personaggio che ha diviso il nostro paese, che lo ha messo in ginocchio economicamente e moralmente, imponendo un fosco scenario sul futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Molti italiani non ne potevano più: di contratti fatti in studi televisivi e non rispettati, di batterie d’avvocati in tutte le funzioni istituzionali per cambiare leggi e piegarle alla difesa di privilegi e impunità personali, di corna esibite in contesti internazionali, di romoli e remoli, di bandane, di capelli trapiantati, di “unzioni divine”, di presunzioni “napoleoniche”, di magliette xenofobe e intolleranti esibite in tv mettendo in pericolo la sicurezza di una nazione da parte di un ministro della Repubblica, di chi ce l’ha duro e di chi va con chi ce l’ha duro (anche senza pastiglia, come dice Bossi a proposito della Moratti), di quelli che hanno imbarcato fascisti e neonazisti in una “Casa” che dovrebbe essere il rifugio della Libertà, di chi ha messo in pericolo l’indipendenza della Magistratura e stracciato la libertà di espressione, di quei quattro saggi che a Lorenzago, tra una portata di polenta taragna e polenta e osei, hanno violentato la Costituzione Italiana, della politica come avanspettacolo, delle “Grandi Opere” solo disegnate sui tabelloni di Vespa, di iscritti alla P2, di arroganza del potere ostentato in ogni occasione, di inquisiti per mafia e pregiudicati in Parlamento, di uno “star bene dell’Italia” che ha coinciso con lo star bene dei ricchi, degli evasori, dei faccendieri, dei...
Siamo riusciti in questa grande impresa, a far finire questo brutto capitolo della storia italiana.
Allo stesso modo riusciremo a far finire anche a Novate un altro brutto capitolo della storia politico-amministrativa locale, e mandando a casa i replicanti nostrani, i sosia in sedicesima di quei campioni nazionali di intolleranza e disprezzo delle Istituzioni, sorta di amministratori condominiali (con tanto rispetto per chi i condomini li amministra bene) capaci soprattutto di scellerate decisioni.
Noi faremo di tutto per anticiparne i tempi di questo esito, perché anche a Novate possa nascere una nuova stagione. Sarà una nuova primavera.
Aria Nuova per Novate
Sergio Telaroli

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Dalla tv alla piazza
Al di là delle differenze algebriche, e della corsa all’incarico di Governo, non bisogna essere raffinati politologi per osservare che il risultato uscito dalle urne dell’ultima tornata elettorale è, ridotto ai minimi termini, un’inconcludente “pari e patta”. Chi governerà, a sinistra-centro, sarà troppo debole per farlo, e chi farà opposizione sarà troppo forte, troppo “quasi pari” numericamente, per non cadere nella tentazione dell’inciucio, della razzia di senatori, degli accordi sottobanco per far mancare fiducie e fedi. Una recita già andata in scena col Prodi-uno, stessa situazione, stessi protagonisti. Ma se lasciamo l’analisi delle sorti politico-numeriche del Paese a schiere di già attivi commentatori, noi nel nostro piccolo ci limitiamo a prendere nota di quanto accade nel nostro, di paese, e di provare a fare quattro conti con la realtà post elettorale. Partendo dai numeri usciti dai nostri seggi novatesi. Prima osservazione: nelle elezioni politiche dell’epoca televisiva, Novate e Canicattì pari sono. Stesse percentuali, stessi quozienti, stessi pesi elettorali rimbalzati a livello nazionale: partiti di carta e partiti dotati di radici e storia, cartelli elettorali basati sugli spot di prima serata e realtà vissute e combattute dai pochi novatesi che ancora si dedicano alla sporca e ingloriosa passione della politica, alla fine, si allineano ai dati e alle percentuali nazionali. Prima domanda: serve ancora fare politica sul territorio, incollare manifesti, organizzare incontri, mettere un gazebo e dare volantini nelle piazze, al mercato, provare a convincere i giovani che la politica è, può essere una cosa bella, appassionante, utile a far vivere meglio il proprio quartiere, la propria cittadina?
Seconda osservazione (forse interessata, ma la facciamo lo stesso): mentre nel centro destra il centro (leggi: Udc) cresce, e in modo considerevole, ma l’idea di far bottino del crollo annunciato di Forza Italia è di là da venire, nel centro sinistra il centro (leggi: Margherita) fatica. Seconda domanda (molto interessata, dal momento che la nostra lista civica è nata per dare uno spazio di lavoro e di dialogo a quel centro che per anni, in quanto entità indipendente, ha latitato): ma siamo sicuri che per onore del bipolarismo si debba per forza ostinatamente convivere con Pecorari Scani, con Luxurie, con convitati Di Pietra, con Fiamme più o meno tricolori, e via discorrendo? Risposta unica, per entrambe le osservazioni, e i quesiti: maggioritari e proporzionali col trucco ci hanno ormai insegnato che, mettendo da parte chi coltiva incomprensibili sogni di gloria, la dimensione più appassionante della politica, l’unica che può ancora avere un senso e riflettersi in un costruttivo fare quotidiano, è quella del locale. Che non vuol dire chiudersi, fregarsene del mondo, dell’Italia e dei suoi problemi, ma significa alzarsi per prima cosa da quel divano su cui la politica talk show ci ha relegato e ritornare in piazza a chiacchierare, a pensare, a insultarsi, a strapparsi i manifesti. Dove sono le sedi dei partiti, oggi, a Novate? Quanta gente sotto i 50 anni ha messo il naso almeno una volta in Consiglio Comunale? Fare una lista civica, per noi, all’inizio (e si parla ormai di quasi 10 anni fa) ha voluto dire questo: tentare di dare una risposta al valore del far politica a contatto diretto con la realtà. Abbiamo occupato uno spazio di dialogo che stava scomparendo, portato avanti idee e ideali che erano un tempo corazzati dalla forza di grandi partiti, e che ora ci si trova costretti a mendicare tra un Pacs e una Devolution. Dieci anni e svariate elezioni politiche dopo, siamo ancora qua, ma ci è venuta una gran voglia, dopo tutta questa abbuffata di chiacchiere politiche che non tende a diminuire, di rimetterci in gioco, nella speranza che la stessa voglia colga anche altri, che magari si sentono un po’ stretti nel paradiso bipolare e vorrebbero provare il brivido di provare a inventarsi qualcosa di diverso. Anche perché, in un domani che ormai si avvicina, alla nostra Novate bisognerà pur pensare: e qui non ci viene mica il signor Bruno Vespa, a fare le maggioranze...
Lista civica Uniti per Novate

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Una svolta può venire dall’ambiente
Il risultato elettorale di Novate è pienamente inserito nelle dinamiche generali che hanno tanto appassionato le elettrici e gli elettori in questi mesi. Sono molte le riflessioni che si possono fare a caldo, proprio nel giorno in cui l’incertezza del risultato lascia posto alla definizione di una maggioranza di centro sinistra e alla previsione che ci saranno grandi difficoltà a governare il paese.
La spaccatura verticale dell’elettorato è senz’altro il dato che più ha colpito noi, come tutti coloro che erano convinti che fosse nell’aria una svolta. Un desiderio di cambiamento che partiva dal bisogno di pace, rispetto dei diritti sociali, difesa dell’ambiente.
Nei prossimi giorni leggeremo dotte e approfondite analisi sugli spostamenti dei voti, sulla crisi di un modo di governare la cosa pubblica, sui cambiamenti istituzionali che si renderanno necessari per affrontare gli aspetti tecnici della governabilità. Noi ora vorremmo avanzare una semplice, concreta proposta.
Se si vuole superare la spaccatura a metà del mondo politico e della società civile di cui esso è espressione, si può partire dall’ambiente. Tutti, indistintamente, sentono la drammaticità e l’urgenza di affrontare alcune emergenze: la fine di alcune risorse energetiche, il pericolo per le biodiversità, il surriscaldamento del pianeta, la crisi dei trasporti, l’inquinamento atmosferico e acustico... I governi e le forze politiche danno risposte diverse a questi problemi. E proprio qui si può iniziare un confronto che rimetta in movimento le dinamiche politiche. Indichiamo “solo” un problema di metodo: le tematiche ambientali devono avere una priorità e non essere considerate come un lusso estetico o un abbellimento da introdurre una volta saccheggiato il territorio.
È la priorità che i Verdi hanno indicato in queste elezioni. I risultati sono stati limitati ma positivi. Segno che è ormai diffusa una sensibilità ambientalista che chiede anche una forma di presenza istituzionale.


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