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| FOCUS La Natività di Maria Vergine a Novate Una tela di Camillo Procaccini Tra le opere darte che formano il patrimonio della nostra città si segnala, in particolare, un dipinto di grande interesse, conservato nella chiesa parrocchiale di San Gervaso e Protaso. Il soggetto raffigura la nascita della Vergine Maria ed è opera del pennello di Camillo Procaccini, un artista di primo piano nel panorama della pittura lombarda tra il XVI e il XVII secolo. Una famiglia di artisti Camillo Procaccini nasce a Bologna, figlio del celebre pittore Ercole Procaccini e di Cecilia. La data della sua nascita è controversa, collocabile, per alcuni, nel 1561; per altri, solo dieci anni più tardi. Uno stato delle anime redatto dalla Parrocchia milanese di S. Calimero, attesterebbe che nel 1628 il Procaccini era al suo sessantesimo anno detà, facendo, così, cadere la data di nascita verosimilmente nel 1568. Camillo Procaccini e Milano Nel 1585 i Procaccini, che avevano oltre a Camillo, altri tre figli valenti pittori (Carlo Antonio, Giulio Cesare ed Ippolita) si trasferiscono a Milano scegliendo come residenza la casa di un certo Riva, nei pressi della Parrocchia di SantEusebio. Lambiente artistico lombardo era dominato allora dalle direttive dei due grandi vescovi di casa Borromeo: S. Carlo prima e Federigo poi. Nel 1620 Camillo sposerà Anna (il cognome risulta ignoto) di ben tredici anni più giovane rispetto al marito e dalla loro unione nasceranno due figlie: Ippolita e Francesca. La vita artistica del Procaccini risentì profondamente dellinfluenza del Parmigianino, dei Veneziani e del Baroccio: dipinse in svariate città, lasciando segni preziosi del suo operato. A Bologna si ricordano gli affreschi nei palazzi Gustavillani e Montpensier; in seguito operò anche a Parma, Pavia, Reggio Emilia, Genova, Piacenza e Ravenna. Soprattutto a Milano troviamo concentrate numerose pregevoli opere quali la Disputa di SanAmbrogio e SantAgostino nella chiesa di San Marco: di grande valore la tela conservata a Brera raffigurante lAdorazione dei pastori. Il 21 agosto del 1629 Procaccini muore nella casa milanese alla vigilia della grande peste e la sua salma viene tumulata nella tomba della chiesa di SantAngelo a Milano. La Natività di Maria Vergine a Novate La Natività di Maria, conservata nella parrocchiale di Novate, è attualmente collocata nella cappella a sinistra intitolata alla Madonna del Rosario. Come ricorda Lorenzo Caratti di Valfrei nella sua guida artistica della chiesa dei SS. Gervaso e Protaso, si pensa che il dipinto sia stato commissionato dalla locale antica confraternita della Natività di Maria. Camillo Procaccini e il suo tempo Il clima culturale nel quale il Procaccini opera è quello ispirato dalla riforma cattolica successiva al Concilio di Trento di cui i due Borromeo furono zelanti interpreti; pure larte divenne strumento di catechesi e di divulgazione culturale per contribuire ad una rinascita della coscienza religiosa di matrice cattolica dopo il trauma luterano. A tali direttive si piegò anche larte dei Procaccini e nel caso specifico di Camillo che si propone, nella tela di Novate, in unopera della piena maturità. Il dipinto è datato con certezza 1618, come si desume dalliscrizione che compare nel bordo inferiore della tinozza raffigurata in basso a destra nel quadro. Allepoca lartista aveva già dato prova di sé in opere che ne consacrarono la fama nel panorama artistico del tempo, come nelle grandi ante dellorgano Antegnani del Duomo milanese. Solo per citare il territorio nord milanese di cui anche Novate fa parte, possiamo ricordare lintervento decorativo alla villa Visconti Borromeo a Lainate, oppure i pregevoli dipinti, di mano dellartista, conservati in santuario a Saronno. Una curiosità iconografica Nel dipinto compare un elemento interessante, tra le mani della fantesca raffigurata in primo piano, di spalle: una zucca: Un simbolo che, da sempre, (insieme al melograno) nelliconografia cristiana, per la presenza di semi, richiama la fertilità e rimanda anche al concetto di maternità: la maternità fisica di Cristo e quella spirituale di tutto il popolo dei credenti che si affidano con devozione a Maria. La stessa devozione che pervade tutto il quadro di Camillo Procaccini. Una forte suggestione visiva Lopera di forte suggestione visiva e di piacevole fruizione cromatica, ha unimpostazione marcatamente prospettica: in un primo piano compaiono ben cinque fantesche, due pargoli e la nutrice che mostra la Vergine Maria bambina alla venerazione del fedele spettatore. Nella stanza, rappresentata di scorcio, compare un grande camino, le cui direttrici geometriche indirizzano lo sguardo verso un secondo ambiente contiguo dove si vedono, in secondo piano, S. Anna e S. Gioacchino genitori di Maria, la madre ancora distesa, dopo levento, attorniata da ancelle, il padre vigile seduto ai piedi del letto. In alto, da uno squarcio di luce tenue che rischiara latmosfera buia della stanza, un gruppo di putti contempla la Madonna bambina. Il tema è tra i più ricorrenti della pittura sacra a cavallo tra il 1500 e il 1600. Linsistenza era dovuta allalto significato dogmatico della scena mariana raffigurata: un vero e proprio bastione teologico contro le insinuazioni protestanti sul ruolo di Maria nella storia della salvezza. |
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