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| Bilancio: sei mesi non ci bastano E rieccoci alle prese con i conti. Come ogni fine anno, il fronte principale su cui si concentra il lavoro della maggioranza è offerto dalla predisposizione del Bilancio. Latto fondamentale dellAmministrazione, che traccia la rotta dellattività politica e amministrativa del prossimo anno. Ma, questanno, il meccanismo di predisposizione del più importante strumento finanziario del Comune deve fare i conti con un piccolissimo particolare. Come ormai i novatesi sanno bene, circa a metà del prossimo anno (giugno, si dice, a meno che da Roma arrivino indicazioni diverse) gli elettori saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. In teoria, dunque, la maggioranza in carica è, come direbbero gli americani, una maggioranza zoppa, alle prese con un bilancio 2004 che con sicurezza gestirà solo per 6 mesi, anziché per i 12 di un normale ciclo finanziario. Una sfasatura che, in passato (altri tempi e altre amministrazioni), ha fatto nascere qualche cattiva tentazione: fare sì bilanci che in teoria erano in grado di consentire un anno di gestione, ma che in realtà mettevano a disposizione risorse sufficienti solo per accompagnare lamministrazione uscente a tranquille e floride elezioni. Il famoso bilancio elettorale: dire ai cittadini che tutto va bene, allocare risorse in alcuni capitoli strategici in vista del duello di primavera, fare bella figura e tirare a campare. A giugno, dopo la buriana elettorale, facciamo davvero i conti e corriamo ai ripari. Così non si fa. Labbiamo detto allinizio della nostra avventura amministrativa, e lo dimostriamo adesso che, al grande appuntamento del bilancio elettorale ci siamo arrivati anche noi. Con uno spirito diverso, però, senza timori e senza cattive tentazioni in agguato. Il bilancio 2004, infatti, è stato ragionato e costruito come un normale bilancio di gestione. Crediamo, e quello che materialmente ogni novatese può vedere passeggiando per la sua cittadina lo conferma, di non aver bisogno di trucchi o di opere di maquillage. Le illusioni contabili reggono fino a un certo punto e, come il recente passato dimostra, sono unarma che in campagna elettorale ti si rivolta contro. Meglio aver lavorato bene per quattro anni, senza proclami e anche assumendosi la responsabilità di scelte spiacevoli (ricordate quando nel 99 si alzò laliquota Ici? Tanti si stracciarono le vesti...), ma con un progetto in testa e costruendo un bilancio in funzione delle cose da fare. Che sono ancora tante. Così tante che, sicuramente, non ci basteranno i primi sei mesi del 2004. Partecipazione e competenza per il bene comune La fine dellanno è sempre il periodo dei bilanci: i bilanci relativi a quello che si dovrà fare nellanno successivo (bilanci di previsione) e i bilanci su quello che si è fatto nellanno trascorso. Il 2004 inoltre rappresenta lultimo bilancio di questa Amministrazione prima delle elezioni che si svolgeranno in primavera, motivo per cui lanalisi sullattività diviene ancor più importante. In queste righe a disposizione su Informazioni Municipali tuttavia non vogliamo sottolineare quanto realizzato o quanto prodotto bensì fare una riflessione, ad alta voce, su quanto auspichiamo per il futuro. Amministrare un Comune non è cosa facile. Molti sono i problemi e complessa è sia la gestione dei servizi sia la pianificazione dei lavori. Molti sono anche gli interessi (nel senso di bisogni) da soddisfare e spesso purtroppo non è possibile accontentare tutti. La politica è dunque un impegno arduo per il quale servono uomini e donne non solo volenterosi ma anche e soprattutto competenti. Limmagine della politica è sempre stata negativa e la storia recente (tangentopoli) ma anche le continue liti a cui assistiamo in televisione non aiutano a far guadagnare credito tra i cittadini. La politica locale invece, quella più vicina al popolo, quella per cui conta la persona, è quella che più è in grado di riscattare la categoria ed è per questo che ha il dovere di non abdicare al suo ruolo di servizio. Ci rivolgiamo dunque ai novatesi con un appello ed un impegno. Lappello di mantenere viva lattenzione verso la politica locale e a guardare con occhio critico loperato di chi amministra risorse pubbliche; limpegno invece che ci assumiamo è quello di lavorare con dedizione e determinazione cercando e chiedendo la partecipazione di persone in grado di amministrare con competenza il bene comune. È per questo che chiediamo a tutti coloro che intendono dedicare tempo, energie e professionalità di contattarci: le elezioni sono vicine ed il lavoro è tanto. info@an-novate.com e continuiamo a parlare di fatti Nellarticolo pubblicato sul numero precedente del Periodico, abbiamo iniziato un percorso dinformazione ai cittadini con lintento da un lato dillustrare ciò che è stato fatto fino ad oggi e, dallaltro, di spiegare i nostri progetti per la prossima legislatura. La futura scadenza elettorale, nella tarda primavera del 2004, chiamerà i novatesi ad esprimere un giudizio complessivo sulloperato dellAmministrazione e, più in dettaglio, sulle singole azioni intraprese nei vari campi per risolvere problemi quotidiani che toccano tutti o quasi tutti noi. Dopo aver parlato della manutenzione del territorio, vogliamo ora occuparci di quanto abbiamo fatto, in questi oltre quattro anni, per affrontare le problematiche sociali e lo sviluppo di opere utili alla crescita economica del paese. A proposito delle problematiche sociali, le azioni si sono concentrate principalmente verso gli anziani, i più piccoli e gli scolari. Listituzione dellASSCOM, ad inizio della legislatura, ha permesso di avere una struttura agile nel muoversi incontro alle esigenze dei cittadini ed efficace nel soddisfarne i reali bisogni. Lassistenza domiciliare è stata potenziata rispetto al passato, gli asili ed i nidi funzionano su un arco di tempo più lungo di prima, i servizi medico ambulatoriali sul territorio offrono una gamma di prestazioni più ampia che in precedenza, glinfanti in età pre-asilo nido con le loro mamme hanno a disposizione spazi e personale qualificato. Gli scolari oggi hanno la possibilità di entrare in strutture completamente a norma dove - in questa legislatura - si è dovuto porre mano sino agli impianti elettrici ed a quelli idraulici lasciati dalle passate Amministrazioni nella più totale incuria ma soprattutto nella più totale insicurezza. Queste cose fatte sono sotto gli occhi di tutti: alcune sono nuove, altre potenziate, altre ancora (a nostro parere) migliorate. Il cittadino è chiamato a giudicare e a confrontare: lOGGI e lIERI. La terza direttrice su cui si è concentrata Forza Italia nelle sue azioni è stata quella di stimolare la possibilità che, a Novate, sorgessero opere utili e vantaggiose: utili nel senso di cogliere sentite esigenze di larghe fasce di cittadini, vantaggiose nel senso di dare nuova linfa al nostro tessuto commerciale. La Villa Venino, acquistata dal Comune e quasi ristrutturata, sarà sede della futura biblioteca e, visti il pregio dellimmobile ed il contesto in cui si colloca (il parco secolare), potrà senzaltro essere centro per manifestazioni culturali che, se ben organizzate, creeranno intorno al nostro paese interesse; tale interesse sarà benefico per tutti a cominciare dai nostri commercianti. Gli studenti e coloro che oggi frequentano la biblioteca avranno la possibilità, tra qualche mese, di apprezzare la nuova struttura; i cittadini interessati agli avvenimenti culturali vedranno in quale ambiente tali avvenimenti si terranno. Anche su queste cose i Novatesi ci misurino: sui FATTI. La Finanziaria colpisce anche i novatesi Spesso, quando i quotidiani o la televisione parlano di tagli alla Finanziaria, i cittadini pensano che si tratti di scelte lontane, relative astrattamente al bilancio dello Stato, che avranno riflessi irrilevanti sulla loro vita di tutti i giorni. Purtroppo, non è così: mettere, ad esempio, in difficoltà i Comuni sulle loro capacità di spesa significa costringerli a ridimensionare i servizi, incidendo negativamente su tutta la popolazione e, in particolare, sulle fasce più deboli. Il Governo di centro-destra ha, questanno, inferto un colpo gravissimo allautonomia comunale, privandola di risorse che spettavano loro di diritto (oltre 790 milioni di euro), imponendo un patto di stabilità che, indipendentemente dalle disponibilità economiche, non li lascerà liberi di fronteggiare le esigenze dei loro cittadini (il patto provocherà un contenimento di 1.800 milioni di euro). Il Fondo per le politiche sociali scende da 1.528 milioni di euro del 2003 a 1.219 milioni di euro circa per il 2004. Il Fondo per il sostegno alle locazioni abitative viene mantenuto ai livelli 2003, considerato però che per problemi di assestamento e di cassa sono già stati tagliati 12 milioni di euro su quello previsto dalla Finanziaria 2003. Mancano così allappello finanziamenti rilevantissimi, che incideranno anche sul bilancio del Comune di Novate. La stragrande maggioranza dei Comuni ha protestato con fermezza contro le scelte discrezionali e fortemente punitive della Finanziaria (la maggioranza di centro-destra di Novate, come al solito, ha taciuto, nonostante le nostre sollecitazioni), ma il Governo non si è nemmeno degnato di rispondere. Una stangata che stritolerà i bilanci dei Comuni, ma che - di riflesso - peserà fortemente anche sui bilanci delle famiglie. Con buona pace delle promesse berlusconiane di far tutti più ricchi, riducendo le tasse e dando buoni a tutti. Investire nel sociale è una priorità Con la Finanziaria in corso di approvazione si sta consumando il vero k.o. allo stato sociale. Dopo aver smantellato il concetto di legalità e di diritto, la maggioranza di governo si appresta a compiere il colpo grosso: mettere le mani sulla sanità pubblica di questo Paese, stato sociale che ha garantito, sino ad oggi, una assistenza a seconda del bisogno e non delle possibilità economiche. Tremonti e il governo Berlusconi stanno infatti svuotando le casse di Asl, Regioni e Comuni chiamati fino ad oggi a garantire i servizi socio-integrati, che vanno dallassistenza agli anziani, ai portatori di handicap, ai non autosufficienti, ai malati psichici ecc. Questo graduale smantellamento con tagli dei fondi per gli Enti locali, titolari dei servizi di assistenza, è un fatto grave che ci preoccupa. A Novate la politica sociale è residuale Siamo ormai giunti al termine della legislatura e possiamo dire che, per il centro destra novatese, il sociale non è riuscito a guadagnare uno spazio meno settoriale, tecnico e minoritario. Anche a Novate il settore dei servizi sociali è residuale. Debole rispetto a tutto il resto dellapparato amministrativo. Non è riuscito a diventare un tema politico forte quanto lurbanistica o i lavori pubblici. I risultati nei fatti appaiono poco entusiasmanti, e molte sono le aspettative rimaste ancora disattese. Si tratta, per noi della Margherita, di affermare un nuovo approccio, che nasce dai valori che alimentano il nostro impegno in politica, un approccio che ridisegni le priorità delliniziativa e del progetto con il quale intendiamo candidarci al governo di Novate per i prossimi 5 anni. Invertire lordine delle priorità non è una scelta tecnica, implica il primato di alcuni valori rispetto ad altri, partendo dalla consapevolezza che la spesa sociale non è un costo a perdere ma un investimento. Investire significa che la spesa sociale non va considerata in termini monetari immediati, ma anche, e soprattutto, in base al risparmio dovuto alla riduzione di disagio, devianza, povertà, malattie. La spesa nel sociale favorisce il recupero dellemarginazione e aumenta il benessere collettivo. Nel momento in cui la politica sociale recepisce i bisogni concreti delle persone, si realizzano quei diritti di cittadinanza che garantiscono sicurezza e pari opportunità di vita ad ogni membro della comunità, in particolare a quelli più deboli ed indifesi. Sez. Alcide De Gasperi - Novate Milanese www.margheritanovate.it La verità viene a galla Uninchiesta condotta dal Corriere Lavoro e dalla Od&M, denuncia che negli ultimi tre anni, dal passaggio dalla lira alleuro, tutti i lavoratori dipendenti sono diventati più poveri, tutte le buste paga più leggere. Gli operai metalmeccanici e del settore auto hanno perso di media il 15% del loro potere dacquisto, gli impiegati sono arrivati al 21%, i dirigenti il 7%, i quadri il 5,5%. Per il sindacato pensionati lincidenza sulle pensioni arriva al 27%. Tutto ciò è una dimostrazione pratica della giustezza della lotta dei metalmeccanici e ripropone la centralità della questione sociale come una delle principali emergenze del nostro Paese. Il calo del potere dacquisto ha investito ed investirà milioni di cittadini italiani, portando ad un calo dei consumi di tutti i generi, da quelli di prima necessità a quelli di lusso. Non solo: laumento dellinflazione reale in tutte le sue forme mette in pericolo anche la piccola distribuzione ed abbassa il tenore di vita di quasi tutte le famiglie italiane. La mancanza di un meccanismo automatico di indicizzazione, come la scala mobile, che spostava automaticamente una parte dei risultati della produttività (aumentata del 15% negli ultimi 15 anni) sui salari, mette in risalto come la concertazione sindacale, bloccando la contrattazione aziendale, sia stata un grave errore. Gli imprenditori invece dinvestire su innovazione dei prodotti e ricerca tecnologica, intaccano i salari e i posti di lavoro (per recuperare competitività), mettendo in crisi tutta la nostra industria e la nostra economia. E il Governo? Con le nuove leggi (vedi la n° 30/2003) rende ancora più precario il lavoro: non cè certezza del salario, né per i giovani, né per i meno giovani; taglia lo stato sociale (vedi la sanità con ticket sui medicinali e visite specialistiche, la scuola con il taglio degli organici; laumento delle tariffe dei trasporti, luce e gas; la diminuzione dei contributi ai Comuni e alle Regioni). Rifondazione Comunista ritiene che questi problemi, a partire da quelli salariali e delle conseguenze sociali che ne derivano, debbano diventare la base della discussione tra le forze politiche di sinistra anche a Novate. Siamo in grave ritardo sulla comprensione dei fenomeni sociali; anche sul nostro territorio non si riesce a trarre dalle analisi reali le indicazioni per il futuro, per unalleanza tra il centro-sinistra e Rifondazione. Si è definito un documento programmatico che fa lo sforzo di andare in tale direzione. Dobbiamo però comprendere che un programma allaltezza della situazione, estremamente difficile e drammatica per i ceti più deboli, deve essere accompagnato da nomi e facce nuove, oltre che da metodi dintervento che creino fiducia e partecipazione convinta tra la gente, al fine di decidere e determinare azioni e decisioni condivise. Circolo S. Biko Novate Milanese Sommersi vigliaccamente dallorda integralista Avremmo dovuto in questo articolo presentare il nostro punto di vista per definire le priorità indispensabili che la futura Amministrazione comunale dovrà adottare per rendere più sicura e vivibile la vita di tutti i cittadini novatesi, ma gli avvenimenti di questi ultimi tempi, ci obbligano a commentare questi allarmanti fatti. La richiesta della rimozione del Crocefisso dalla scuola frequentata dai figli di tale Adel Smith avallata dalla sentenza del ( .) giudice Montanaro, ha scatenato la forte reazione del popolo italiano. Naturalmente tutti i partiti si sono accodati alla ferma protesta nata spontaneamente in Italia. La gravità della sentenza non richiede ulteriori commenti; ci sorprende la tempestiva e ipocrita adesione dei sinistrorsi, pronti fino a un momento prima a considerare lesposizione del Crocefisso nelle aule un inutile e fastidioso suppellettile. Il cadaverino appeso alla croce così lo considerano tanti musulmani, non si tocca, fa parte integralmente della storia italiana ed europea. Passiamo alla famigerata proposta di legge per estendere il voto ai cittadini extracomunitari presentata dal sorprendente Gianfranco Fini, presidente di A. N., difensore fino a ieri della italianità e del sacro Suolo Italico. Non era minimamente accennato nel programma di governo della Casa delle Libertà sottoscritto anche dallemerito segretario di A. N. Dopotutto per individui così ispirati le riforme da realizzare (Federalismo, Giustizia, Lavoro e Pensioni) non valgono nulla a confronto della proposta Fini. Pensi piuttosto il nostalgico Gianfranco a difendere e rendere attuabile la legge sullimmigrazione, che da oggi si chiama legge Bossi-(fu)Fini. La proposta non è solo farina del sacco finiano; altri compagni di viaggio lo sostengono. Citiamo la Madonna pellegrina, lHarry Potter democristiano, le varie cicogne, ranocchi e mortadelle (remember?), i catto-comunisti e da ultimo non poteva mancare la CEI nelle persone dei monsignori Luigi Petris, direttore della fondazione dei Migrantes e Giuseppe Di Falco, presidente p. t. della Migrantes. Consigliamo a questi reverendi di passare una settimana nei quartieri Stadera di Milano e San Salvario di Torino; perderanno sicuramente la voglia di attuare un pesante e ingiustificato attacco alla sovranità del popolo italiano. E poi, perché non iniziano ad accogliere nei loro sontuosi e inutilizzati palazzi qualche migliaio di questi fratelli extracomunitari clandestini? Al momento di chiusura dellarticolo giunge notizia dallIraq della strage terroristica che ha accomunato nella morte carabinieri, soldati e civili italiani ed irakeni. Un commosso ricordo per tutti loro e laugurio che i numerosi feriti guariscano al più presto. Come al solito i sinistri-sinistri della sinistra italiana la buttano in politica (vedi le prime dichiarazioni dei vari Diliberto, Pecoraro Scanio, Bertinotti, DAlema e compagnia sbraitante). Concludiamo porgendo a tutti i cittadini novatesi i nostri sinceri auguri di Buon Natale, allietato dal presepe e dai tradizionali canti natalizi, e un Buon Anno nuovo, nella speranza di poter sempre festeggiare queste festività cristianamente e liberamente. Saluti padani a tutti i cittadini novatesi. Lega Nord Padania Novate Milanese |
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