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La parola ai Gruppi consiliari
Dal Consiglio Comunale
Forza Italia
Uniti per Novate
Alleanza Nazionale
UDC
Lega Nord Padania
DS, La Margherita, PRC, Aria nuova per Novate
Diritti di iniziativa dei consiglieri comunali

Attraverso questo spazio vogliamo dare ai lettori alcune informazioni in merito all’attività del Consiglio Comunale. Spesso non sono noti al pubblico gli strumenti, le modalità operative, gli organi e le dinamiche che regolano i lavori degli eletti. Sfrutteremo dunque questo spazio per offrire, di volta in volta, spiegazioni e approfondimenti.
Oggi vediamo quali sono le possibilità operative nelle facoltà dei consiglieri comunali per lo svolgimento del loro mandato.
Le azioni più frequenti nell’ambito del diritto di iniziativa sono: la presentazione di interrogazioni, mozioni e ordini del giorno. Si tratta di iniziative ben definite e che hanno scopi specifici: vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

INTERROGAZIONE: l’interrogazione consiste nella domanda rivolta al Presidente, al Sindaco o alla Giunta sulla veridicità di un fatto, sull’esattezza di un’informazione, sulle risoluzioni adottate o da adottare intorno ad una specifica questione.
MOZIONE: la mozione consiste invece in una proposta, sottoposta alla decisione del Consiglio, riferita all’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo di propria competenza. La mozione si conclude con una risoluzione ed è sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale.
ORDINE DEL GIORNO: l’ordine del giorno, molto simile alla mozione, è però una semplice dichiarazione di volontà, di intenti, di principi, sui quali il Consiglio Comunale si esprime affinché da essa discendano successive azioni adottate anche da altri organi.
Tutte queste iniziative si concludono con una risposta o una votazione in sede di Consiglio Comunale. Sono iscritte nell’ordine del giorno della seduta e vengono affrontate, generalmente, nella prima ora della seduta.
A cura della
Presidenza del
Consiglio Comunale

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2005

Con il 2005 inizia, di fatto, il lavoro della nuova amministrazione cittadina.
Il secondo semestre dell’anno che si conclude (dalle elezioni ad oggi) è servito principalmente per mettere a punto obiettivi di ampio respiro, imprimere accelerazioni alla conclusione di opere iniziate nella scorsa legislatura, rimarcare (marcare di nuovo) ruoli e confini di alcuni protagonisti della “vita politica”: Giunta, Consiglieri Comunali, Partiti.
L’anno, dunque, si aprirà all’insegna dello slogan che ormai dal 1999 caratterizza tutte le forze, vecchie e nuove, dell’attuale maggioranza: rendere Novate una città che attrae perché sull’intero suo territorio si vive bene, in un ambiente non degradato dove i cittadini gustano il piacere di incontrarsi.
Forza Italia, come nel passato, intende contribuire con le proprie idee affinché questo processo iniziato oltre cinque anni fa continui migliorandosi e perfezionandosi.
Molto è stato fatto ma molto deve essere ancora realizzato.
Nei cinque anni trascorsi si sono attuate opere delle quali da tempo si sentiva l’esigenza e prioritaria è stata la loro realizzazione; ora, ciò che è stato fatto e ciò che si farà, andrà inserito in una visione organica che permetta alla fine di avere un quadro della nostra città omogeneo e razionale.
L’assetto viario, la distribuzione del verde, gli insediamenti produttivi, i ripristini e gli eventuali nuovi inserimenti abitativi, dovranno essere rivisitati e valutati in un orizzonte che superi i confini temporali del semplice mandato elettorale con il fine di acquisire una valenza nel tempo condivisa e condivisibile.
Lo spirito costruttivo e propositivo che da qualche mese impronta i rapporti tra tutte le forze politiche in Consiglio Comunale dovrà permeare anche i rapporti tra il maggior numero di novatesi e le istituzioni cittadine per rinvigorire il senso di appartenenza alla comunità.
Attraverso questo senso di appartenenza passa e si sviluppa la partecipazione, nelle forme previste, ai grandi processi che disegnano il futuro della nostra città; Forza Italia si impegna affinché tutti, per la loro parte, possano contribuirvi.
La casa comunale deve diventare sempre più il contenitore dove affluiscono suggerimenti e proposte che, valutate e messe a confronto tra di loro, permettano agli organi decisionali di individuare soluzioni non maturate in solitudine ma confortate da un ampio consenso.
Con questa convinzione Forza Italia affronta il 2005 ed augura a tutti i Novatesi un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo.

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Altro che buco nell’acqua

Non sappiamo se abbiano influito i primi sentori del clima natalizio, e dunque la voglia di essere tutti un po’ più buoni. O se, come ci pare più lecito pensare, si stiano finalmente e davvero stemperando le asprezze che hanno caratterizzato la campagna elettorale, e si stia cominciando almeno a Novate a far politica davvero, ovvero cercando di lavorare insieme, maggioranza e opposizione, esecutivo e forze consiliari, per il bene della nostra cittadina.
Il segnale più importante, in questa direzione, è venuto dal Consiglio Comunale dello scorso 10 novembre. Quello, per intenderci, in cui si è decisa la ricapitalizzazione del Cis, la società che gestisce l’impianto Polì. Un patrimonio di tutta la cittadinanza, una scommessa giocata tra mille polemiche dalla passata amministrazione che ha cominciato a muovere i suoi primi passi (in poco più di un anno di attività a Novate) facendosi apprezzare dai cittadini. Ma, purtroppo, portando con sé i difetti di un’impresa nuova, inedita sul territorio, che ha bisogno di un necessario periodo di rodaggio.
Ebbene, la presa di posizione comune dei Gruppi consigliari, di tutti i Gruppi, che hanno riconosciuto in Polì una realtà da sostenere, da promuovere e valorizzare, significa che questa scommessa non era poi così azzardata, che Polì, la piscina, l’area fitness con il suo valore aggiunto di attività e servizi rivolte alle fasce più deboli della popolazione, sono una realtà sentita, importante, valida, una responsabilità che la parte pubblica deve e vuole continuare a riconoscere come sua.
Un ringraziamento è dunque qui dovuto (e non, ripetiamo, frutto di generosità natalizia), a quelle forze dell’opposizione che hanno compreso e condiviso questa visione, forze con le quali abbiamo lavorato fianco a fianco sia in fase di analisi dei problemi legati alla società Cis sia nella condivisione delle soluzioni. Un percorso che, ci auguriamo, possa segnare un precedente questa volta positivo, un esempio da ripetere su tante altre questioni urgenti che ci chiamano a trovare una risposta comune e condivisa. Ma si tratta di un percorso che ci costringe, come gruppo e, oseremmo dire, come forze di maggioranza, a una responsabilità in più. Ovvero, a non ripetere gli errori compiuti, a far sì cioè che Polì continui a essere terreno di confronto, che le persone chiamate a rappresentare il Comune negli ambiti societari non rispondano a logiche di partito o a prese di posizione individuali, ma siano il frutto, gli esecutori (competenti e motivati) di questo clima di impegno e di condivisione.
Cosa che, crediamo, vale più di qualsiasi “grazie” all’opposizione. È un “grazie” che vogliamo sentirci dire dai cittadini.
Il gruppo consigliare Uniti per Novate

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Polì: riconfermiamo la nostra scelta!

Proprio così, il presunto fallimento della SpA che gestisce Polì, urlato prematuramente dalla sinistra, si è rivelata l’ennesima “bufala”. Gli incassi di settembre e ottobre hanno permesso infatti di recuperare il passivo dei primi mesi ed il bilancio della società si chiuderà, nell’anno 2004, praticamente in pareggio. Si tratta di un risultato estremamente positivo soprattutto se si pensa che, nelle previsioni, l’equilibrio si sarebbe raggiunto dal 2005. Ma andiamo per gradi. Il bilancio 2003 della spa si è chiuso con un passivo di circa 288.000 euro, risultato in gran parte previsto come documentano gli atti di gara. Bisogna infatti ricordarsi che la perdita nei primi due anni è dovuta al fatto che la società ha dovuto sostenere i costi di costruzione e avvio mentre gli incassi sono arrivati solo con il mese di ottobre del 2003. Il passivo nel 2003 si è rivelato tuttavia superiore a quanto ipotizzato e purtroppo tale da superare un terzo del capitale sociale (condizione che obbliga alla ricapitalizzazione). Subito intervenuta, la società ha effettuato un’analisi più approfondita da cui si è accertato che le cause dovevano essere ricercate non nelle spese ma in una minore entrata. Pochi incassi dunque dovuti ad una gestione non sempre adeguata. La società ha dunque intrapreso una serie di accorgimenti che hanno portato a nuove politiche commerciali che hanno dato, già con il mese di settembre, i primi frutti. Morale, già il 2004 si chiuderà con un pareggio. Il Consiglio Comunale ha dovuto tuttavia, secondo quanto previsto dal Codice Civile, deliberare la ricapitalizzazione stanziando 250.000 euro (poco meno di quanto stanziato dal privato) per ricostituire il capitale sociale di 516.000 euro. Si tratta, come detto, di un intervento obbligatorio e precauzionale che, vista l’inversione di tendenza, sarà presto recuperato. È bene precisare inoltre che queste risorse sono state prelevate dall’avanzo di amministrazione per cui non condizioneranno le attività ed i servizi comunali. Si smentisce nei fatti l’altra «bufala» della sinistra: nessun taglio sarà infatti fatto ai servizi sociali. Qualcuno forse sperava nella crisi, qualcuno addirittura ha invitato al boicottaggio di Polì, anche se a farne le spese sarebbero stati i cittadini. Per qualcuno è così importante danneggiare gli avversari politici, che sono pronti a farne pagare le conseguenze alla collettività. È una vergogna. Questa volta però ai gufi è andata male.
An Novate

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Considerazioni sulla vicenda Polì

Per quanto riguarda la vicenda Polì riteniamo utile fare una breve riflessione su quanto accaduto: partiamo dalla importante premessa che riteniamo che l’operazione Polì non solo sia valida sotto ogni punto di vista ma anzi costituisca tuttora un modello di riferimento innovativo sulle possibilità di intervento concreto al servizio dei cittadini. Il ruolo dei Comuni negli ultimi anni è profondamente cambiato e la stessa concezione dell’Ente locale come “azienda di servizi” è stata profondamente ripensata in chiave di forte decentramento produttivo e di sviluppo della capacità di tutelare i cittadini attraverso strumenti diversi dalla gerarchia organizzativa o dal collegamento istituzionale (enti strumentali e società controllate). Certo il percorso è complesso e non si possono nascondere le difficoltà che si incontreranno non ultime riferite a Novate quelle gestionali che però consideriamo momentanee e peraltro prevedibili in ogni fase di nuova iniziativa di questo tipo il che non mette in discussione il modello, anzi proprio per questo lavoreremo ancora più attivamente perché l’iniziativa Polì possa portare al più presto i suoi frutti.
Facciamo appello a tutte le forze politiche, non ultima la minoranza, affinché diano il proprio contributo per il raggiungimento di questo obiettivo nell’unico interesse che riteniamo utile tutelare: quello dei cittadini.

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La piscina di Novate
è stata ricapitalizzata


Il “Centro Integrato Servizi” o CIS è una S.p.A. privata la quale è proprietaria e gestisce quello che a Novate è ormai conosciuto impropriamente come “la piscina comunale” o “Polì”. La società CIS è per il 51% di proprietà di privati e per il 49% di proprietà del comune di Novate. Questa architettura societaria è stata scelta per potere avere in Novate un Cis in tempi ragionevoli per soddisfare le emergenti necessità dei nostri cittadini.
La fase societaria di reperimento capitali, progettazione, acquisto macchinari, esecuzione dei lavori e messa in marcia degli stessi con l’apertura al pubblico ha seguito l’iter secondo programma sia per quanto riguarda i tempi ed i costi. Nel settembre scorso è finito il primo anno completo di gestione della Cis, ma il risultato economico è stato negativo per un totale di 500 mila euro circa. Il piano economico del progetto già prevedeva che fino a dicembre 2004 ci potesse essere un saldo negativo accumulato di circa 250 mila euro, per poi, dal 2005 ci sarebbe stato l’inizio di risultati positivi. Nella seduta del consiglio comunale di mercoledì 10 novembre scorso, si approvò la ricapitalizzazione della società dovuto al fatto che il capitale sociale era stato tutto consumato. Nel caso il comune non avesse pagato la sua quota parte del 49% per ricapitalizzare la società, cioè 245 mila euro, il comune di Novate sarebbe rimasto nella società con un misero 1.5%, cioè avrebbe perso la sua quota parte di 3 miliardi e mezzo di vecchie lire già pagati per mettere in essere la società. Oggi il valore di mercato della società C.I.S., cioè impianti, proprietà ed organizzazione è senz’altro superiore a quanto pagato per fondare la società stessa. Senz’altro l’avere ricapitalizzato la società è stata la scelta più ragionevole e migliore possibile anche se costosa.
Un risultato economico così negativo si è avuto per vari motivi. Possiamo affermare che era il primo anno di gestione dei servizi e di conseguenza, non tutti i provvedimenti, atti e scelte di mercato sono state prese in modo appropriato dal punto di vista economico. Un altro motivo può essere che società sportive presenti nel nostro territorio erano già convenzionate con altre strutture della zona. È da non dimenticare che il comune, in accordo al contratto, ogni anno ha prestazioni scontate per un valore di 150 mln di vecchie lire. Crediamo che l’anno passato sia stato un periodo d’avviamento perciò difficile come accade per le attività di questo tipo. Col prossimo anno crediamo che il marketing sarà appropriato. Delle convenzioni con società sportive e con strutture sanitarie saranno stipulate e che si abbia una gestione accorta. È da non dimenticare che le piscine comunali normalmente hanno i bilanci annuali in profondo rosso ai quali i comuni interessati devono sempre appianare con centinaia di migliaia di euro per volta.
Per finire questa panoramica, comunichiamo che lunedì 25 ottobre scorso è stato eletto segretario cittadino della Lega Nord Padania il signor Renato Crepaldi al quale auguriamo buon lavoro con affetto. Con l’occasione delle prossime festività auguriamo a tutti Buon Natale e un Prospero e Buon Anno 2005.
Lega Nord Padania
Sezione
di Novate Milanese


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Vengono “a galla” i problemi di Polì
Le cose non dette ai cittadini.
La minoranza chiede chiarezza e propone degli interventi per Novate

Nel mese di Settembre le acque della piscina sono “tracimate” travolgendo l’amministrazione comunale… infatti il bilancio della società Cis che gestisce Polì, presentava un passivo di oltre 500.000 euro (503.300 precisamente). Questo “buco” evidenziato nel bilancio approvato, imponeva la necessità di provvedere ad una “ricapitalizzazione” della società per evitare ipotesi di fallimento.
Il Comune quindi si doveva far carico della quota di competenza (Euro 250.000) che sarebbe gravata sul bilancio comunale e quindi… sui novatesi. Le minoranze consiliari (Ds, Margherita, Rifondazione, Aria Nuova per Novate) non hanno avuto dubbi sull’atteggiamento da tenere in proposito: confermare, cioè, l’azione locale matura e responsabile da sempre svolta sia all’interno del Consiglio Comunale, che fuori.
In sostanza, ribadire le critiche a suo tempo formulate, riaffermare le proposte più volte fatte e mai accolte dalla maggioranza di centro destra, ma, soprattutto, salvaguardare una struttura costruita, in larga misura, con i soldi dei novatesi sostenendo il suo rilancio, chiedendo però specifiche garanzie gestionali. Una scelta che non sottende alcun sostegno alla attuale Giunta.

Antefatto:
la gestazione
di Polì
La struttura Polì, inaugurata in “pompa magna” nel settembre del 2003, è gestita dal C.I.S. (Centro Integrato Servizi Novate), una società per azioni (SpA) mista pubblico-privato, di cui il Comune detiene il 49% delle azioni ed è quindi socio di minoranza. Il privato (una associazione temporanea di imprese costituita a seguito della vincita della apposita gara di appalto, a cui partecipò un solo concorrente) ne detiene il 51%, ed è quindi socio di maggioranza. Il Consiglio di Amministrazione (CdA) si compone, quindi, di 5 persone, tre di nomina della parte privata e due di nomina pubblica (del Sindaco). Polì è stato realizzato con la costituzione di questa società per azioni (CIS Novate) creata con i seguenti apporti: il Comune ha conferito la proprietà del terreno (su cui sorge Polì), il socio privato ha conferito circa Euro 250.000.
Il Comune a questo punto ha apportato a FONDO PERDUTO Euro 1.500.000 (3 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione dell’opera. CIS Novate, quindi la SpA, (attenzione non il socio privato) ha acceso un mutuo per i restanti soldi necessari alla costruzione (3 milioni di euro), ne deriva che quindi il 49% del mutuo è ancora a carico del comune!
Quali i benefici per Novate? Su proposta della minoranza, accolta, vennero inserite delle ore acqua a beneficio di persone “assistite” dal comune, che, annualmente, le destina secondo le diverse esigenze sul territorio. Altre richieste di benefici per associazioni sportive locali, per la gestione delle attività natatorie vennero respinte.
Purtroppo tutte le altre proposte ed obiezioni vennero rigettate.
I dubbi principali riguardavano lo squilibrio finanziario (a favore del socio privato), i rischi di gestione a medio lungo termine, la forma societaria e la localizzazione dell’opera. E, a quel che ci risulta, il Sindaco eliminò anche la legittima perplessità di un assessore di allora, “dimissionandolo”.

Fase due: nascita, primi passi e le
prime cadute
Dopo la costruzione e l’inaugurazione, nei primi mesi Polì ha avuto una intensa attività che, in ogni caso, ha prodotto un risultato economico non soddisfacente in chiusura del 2003. L’assemblea dei soci infatti, nel mese di aprile del 2004, approvò il bilancio chiuso al 31 dicembre 2003 con una perdita di Euro 287.989. I costi erano ammontati ad Euro 420.688 (3,6 volte i ricavi). L’assemblea decise di rinviare la copertura della perdita stante “le buone prospettive dell’esercizio in corso”.
Ipotesi che si rivelano errate.
La perdita infatti cresce di mese in mese… intanto il Sindaco ed il centro destra, impegnati nella campagna elettorale e nelle inaugurazioni, si dimenticano (volutamente) di Polì.

Scoppia
il caso Polì
A elezioni concluse nel mese di settembre “scoppia” quindi il caso con la necessità di ricapitalizzare le perdite che, nel frattempo, avevano raggiunto la considerevole cifra di Euro 500.000, di cui Euro 250.000 di competenza comunale e quindi dei cittadini.
Da notare che il piano economico-finanziario sottoscritto dai partecipanti alla gara, prevedeva i seguenti risultati economici:
- per il 2003 una perdita di circa 86.000 euro
- per il 2004 già un utile di 48.000 euro
Quali sono i fattori intervenuti che non hanno consentito di realizzare quanto previsto nel piano di fattibilità e nel piano economico-finanziario?

Quali cause: la relazione della società
di consulenza
Una prima risposta viene da una impietosa relazione commissionata ad una società di consulenza denominata: “LIFENERGY management e consulenza marketing per centri fitness”.
In sintesi le motivazioni del pessimo andamento sono individuate in:
• Mancata conoscenza del mercato specifico per cui sono state costruite ipotesi non attendibili
• Errate strategie commerciali con errata interpretazione del mercato di riferimento
• Modello di gestione non adatto
• “CdA troppo complesso che rallenta la gestione mentre interessi multipli (quali?) rallentano le esigenze dell’azienda stessa”
Queste informazioni vengono dedotte dalla prima documentazione che l’opposizione ha richiesto per poter conoscere le vicende Polì. Lo stupore, nel leggere tali motivazioni, viene chiarito successivamente dai verbali del C.d.A. nei quali viene dato mandato all’Amministratore Delegato di valutare l’ipotesi di promuovere azione legale per la pubblicizzazione di documenti riservati, mai approvati da nessun organo societario.
Non abbiamo ancora capito se trattasi di superficialità (del resto già registrata in Consiglio Comunale in merito alla vicenda AIPA pubbliche affissioni), o di una machiavellica ritorsione all’interno della maggioranza. Chiariremo, con determinazione, anche questo.

Le responsabilità
Quali azioni sono state intraprese dai diversi livelli di responsabilità: sindaco ed assessori, amministratore unico e consiglio, per evitare o contenere le perdite che si sono poi verificate?
Sono presenti, a nostro giudizio, diverse responsabilità ai vari livelli, le principali:
Responsabilità politiche: il centro destra ha dato priorità alla campagna elettorale nascondendo ai cittadini il buco di bilancio; il tempestivo intervento degli Amministratori avrebbe potuto arginare le ulteriori pesanti perdite.
Responsabilità professionali: hanno nominato figure di amministratori non all’altezza del loro compito, più organiche, forse, ad interessi di partito che funzionali alla corretta gestione di una SpA. Non soddisfacendo quindi né la tutela degli interessi pubblici, né un operare attivamente in una logica di impresa.

Il futuro di Polì
Gli ultimi dati mostrano che l’andamento dei ricavi in settembre e ottobre è positivo. Si dice anche che è superiore alle previsioni (ma quali previsioni?). E, inoltre, quanto di questi ricavi è dovuto ad abbonamenti open o annuali, che quindi non si ripeteranno per un anno? A nostro giudizio occorre avere un budget almeno trimestrale, sia per il 2004 che per il 2005 e trimestralmente avere i dati di raffronto tra budget e consuntivo. Per il futuro la mancanza più grave, evidenziata anche da qualche esperto della maggioranza, è quella di un piano pluriennale, economico e finanziario, che tenga conto della situazione reale e delle ipotesi di intervento (chiare e ben definite).

Le nostre risposte e le nostre proposte:
Affrontando con responsabilità il grave problema manifestatosi abbiamo proposto i seguenti interventi, gli stessi sono stati condivisi e recepiti dal centro destra:
 Ottenere dal C.I.S. la trasparenza delle tariffe applicate a tutti i cittadini;
È evidente a tutti coloro che hanno frequentato o frequentano Polì che i prezzi siano un po’ “misteriosi”. Non c’è alcuna tabella esposta al pubblico, i prezzi vengono materialmente scritti a penna sui vari fogli (o notes) che contengono (a volte) i corsi proposti. Quello che è più grave è che a persone diverse sono proposti i medesimi servizi ma a tariffe differenti.
Riteniamo sia sintomo di disorganizzazione e di poca serietà oltre ad essere controproducente nei confronti dell’utenza.
Oltretutto questa modalità di operare è in palese violazione della convenzione sottoscritta con il Comune, che prevede la pubblicazione delle tariffe a cura del Comune stesso. A queste tariffe si potrà poi derogare, però con chiare e definite campagne promozionali.

 Ottenere da C.I.S. condizioni di favore per i cittadini novatesi, come già sancito nella convenzione con il Comune. A nostro giudizio Polì verrà rilanciato come una struttura al servizio di tutta la collettività seguendo la strada di collaborazione con le associazioni e le agenzie educative del territorio, non trasformandosi in struttura esclusiva…

 Ottenere dal C.I.S. assicurazioni in merito alla conservazione dei posti di lavoro, attualmente già diventati a forte rischio, ed alle modalità utilizzate per la riorganizzazione in atto, tenendo conto delle esigenze di economicità dell’azienda. All’interno di Polì lavorano più di trenta persone di cui la gran parte novatesi. Abbiamo chiesto garanzie per il loro futuro professionale e contrattuale e perché la necessaria ristrutturazione di Polì non gravi sui dipendenti. Riteniamo inoltre indispensabile ricreare un clima di fiducia e di collaborazione con tutti gli operatori, evitando il depauperamento delle professionalità.
 Rendersi promotori della ricostituzione degli organi societari, per la parte di competenza comunale, individuando idonee professionalità. Per le motivazioni che abbiamo già esposto riteniamo che sia opportuno ridefinire i consiglieri di amministrazione (in particolare quelli nominati dal sindaco) individuandoli, anziché con criteri di appartenenza “politica”, con criteri di professionalità e conoscenza del territorio.

 Riferire al Consiglio Comunale, entro 4 mesi, sulla situazione economico finanziaria aggiornata del C.I.S., ottenendo un bilancio previsionale per il 2005 ed un business plan dalla stessa SpA; la richiesta di riferire al Consiglio è motivata dall’esigenza di rendere partecipe la cittadinanza del prossimo futuro di Polì; abbiamo inoltre chiesto di attivare un progetto di “controllo di gestione” per ottenere un bilancio per settori (nuoto, fitness ecc.) in modo da capire quali siano i centri di costo.

 Aprire, entro 30 giorni, nella Commissione Bilancio un tavolo di confronto sul prossimo futuro di CIS SpA e della struttura Polì, con la partecipazione delle forze di maggioranza, di minoranza e della parte privata. Le nebbie sul futuro di Polì non si sono dissolte con la ricapitalizzazione, riteniamo quindi opportuno iniziare un percorso chiaro di confronto.

 Ad inserire una professionalità di fiducia della minoranza quale Presidente del Collegio Sindacale, al fine di garantire la necessaria attività di vigilanza e controllo sull’operato del CdA.

Proprio in considerazione della vicenda Polì e dell’incapacità e superficialità dell’Amministrazione, dimostrata in questa vicenda, a garantire una corretta, trasparente ed efficace gestione dei servizi alla collettività, siamo molto preoccupati della recente costituzione di un’altra S.p.A., con le stesse caratteristiche di C.I.S., cioè del Centro Unico di Cottura… che gestirà i servizi mensa delle scuole novatesi. Un consiglio al Sindaco e alla Giunta: “prevenire è meglio che curare”. Siamo sicuri, in conclusione, di aver svolto un compito importante contribuendo ad affrontare questo grave problema manifestatosi sul territorio.
Il nostro lavoro è solo all’inizio e proseguirà determinato, partecipato e coerente con il programma che abbiamo presentato agli elettori.
Aria Nuova per Novate
Democratici di Sinistra
Margherita
Rifondazione Comunista
si uniscono
i Comunisti Italiani

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