C’è movimento nella politica...
Un segno di vitalità?
Non si può certo dire che la politica sia immobile. Stiamo assistendo infatti in questi mesi a grandi cambiamenti, quantomeno formali, nella composizione e negli schieramenti politici sia a livello locale che a livello nazionale. A livello nazionale merita certamente una nota di primo piano la nascita del Partito Democratico che ha avuto e avrà anche un ritorno sul territorio, ma non possono essere nemmeno trascurate altre novità da destra a sinistra: la nascita de La Destra di Storace, la diffusione dei Circoli delle Libertà della ormai celeberrima “rossa” Michela Brambilla, passando per i Liberal Democratici di Dini per poi arrivare a la Sinistra Democratica di Mussi.
Anche a livello locale abbiamo assistito a molti cambiamenti: dalla nascita del gruppo consiliare Andare Oltre alla fusione dei gruppi di Uniti per Novate e UDC, per non parlare della ormai prossima costituzione del gruppo del Partito Democratico e, chissà, quali altre conseguenze legate al panorama nazionale.
Insomma, la politica è in fermento, ma il movimento non è necessariamente sinonimo di miglioramento. Che si parli di politica e che si viva attivamente la politica è un bene ed è un bene soprattutto che i cittadini seguano da vicino i cambiamenti in atto a tutti i livelli.
L’invito che ho sempre fatto, teso a portare un contributo attivo alla crescita delle istituzioni, non può che essere confermato di fronte a questo panorama. Leggere, ascoltare, partecipare al dibattito politico e amministrativo, anche assistendo, perché no, a qualche seduta del Consiglio Comunale.
I cambiamenti sono senza dubbio un fatto positivo ma è importante, non appena il polverone alzato da tutto questo movimento si sarà depositato, analizzare quali reali novità si offriranno agli occhi dei cittadini. Oggi con luci, suoni ed effetti speciali i vari contendenti cercano di sorprendere e distrarre l’osservatore, al fine di accattivarsene la simpatia. Non caschiamoci! Teniamo a mente che cosa è veramente importante per ciascuno di noi e poi, solo allora, guardiamo ai fatti e alle proposte avanzate. Solo così potremo valutare con vera cognizione di causa e scegliere di dare la nostra fiducia alle persone o ai partiti che vorremo, nuovi o vecchi che siano.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale
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Le decisioni “dall’alto”:
evitare di subirle e tentare di governarle
Ci sembra utile, attraverso questo notiziario, richiamare l’attenzione del maggior numero possibile di concittadini su due grandi opere, previste a breve, che coinvolgeranno il nostro territorio: il Polo Sanitario; la superstrada Rho-Monza.
La stampa locale, le pagine di “Informazioni Municipali” ed i dibattiti istituzionali a più riprese si sono occupati di questi argomenti affrontandoli da diverse prospettive ma siamo convinti che la gran parte dei Novatesi non abbia ancora la piena percezione dell’impatto che esse avranno sulla nostra vita di tutti i giorni.
Il Polo Sanitario è l’accorpamento all’attuale Ospedale Sacco dell’Ospedale Besta e dell’Istituto dei Tumori: l’unione di queste tre strutture ospedaliere con annessi Centro di Ricerca e Scuola di Formazione della Facoltà di Medicina costituiranno - appunto - un Polo Sanitario “d’eccellenza” perché all’avanguardia e tra i più grandi in Europa; la Superstrada Rho-Monza è la trasformazione dell’odierno percorso in altro avente caratteristiche di autostrada con l’intento di accelerare da un canto i collegamenti tra il polo fieristico e gli snodi autostradali a nord di Milano e di attutire dall’altro il congestionamento del traffico sulla Milano-Venezia nel tratto Certosa-Sesto San Giovanni. Queste opere, come intuibile, sono state decise e saranno finanziate a livello regionale e nazionale la prima, provinciale la seconda; entrambe coinvolgono significativamente il nostro territorio a sud-ovest (il Polo Sanitario) e a nord (la Superstrada). Sono decisioni che - come si usa dire - “ci piovono dall’alto” perché assunte in ambiti lontani dal nostro Comune e pur avendo, nel primo caso, aspetti positivi hanno una serie di ripercussioni che devono impegnare questa amministrazione ma anche tutte le forze politiche: un impegno per evitare di subirle e tentare di governarle.
Le dimensioni del Polo Sanitario (sono previsti diecimila ingressi/uscite giornalieri) e la rinnovata Rho-Monza (con i suoi serpentoni di veicoli) possono farci intuire le dimensioni di traffico che si riverserà, da tutti i quattro punti cardinali, in città. Siamo, per senso civico e rispetto dei corpi istituzionali, lontani da qualsiasi forma di campanilismo (spesso pelosa), tuttavia non possiamo immolarci su decisioni altrui senza operare con il fine di mitigarne gli aspetti negativi.
Forza Italia Inizio pagina
Continua il coma politico:
nessun miglioramento all’orizzonte Il 7 marzo 2007 è nato il gruppo di ANDARE OLTRE evidenziando fin da subito la necessità di rilanciare l’azione amministrativa. Oggi, a quasi nove mesi da quella decisione ed in prossimità dell’approvazione del bilancio 2008, ci sentiamo di confermare le valutazioni che ci hanno indotto ad uscire dal “governo” del territorio. Già, perché sebbene qualcuno cerchi di “imbrogliare le carte” il dato certo è che Andare Oltre non è nel governo (cioè nella giunta) di Novate. La nostra azione, che voleva essere l’ultimo ed il più eclatante segnale dato ad una coalizione moribonda di “darsi una sveglia” e rimettersi al lavoro nell’interesse dei novatesi, non è stata purtroppo sufficiente. A nove mesi dalle nostre critiche sull’assenza di una seria politica di bilancio tesa al risanamento della spesa pubblica, sull’assenza di una struttura di controllo sulle partecipate, sull’assenza di una politica sociale e di promozione del commercio, che cosa ci troviamo?
Una proposta di bilancio che sarà probabilmente la fotocopia del precedente; la chiusura di un servizio come il C.A.G. che, per quanto inadeguato alle nuove esigenze, poteva essere un punto di partenza per la programmazione di una politica per la prevenzione al disagio giovanile (un fenomeno purtroppo in evidente espansione); la chiusura totale all’applicazione di regole chiare per il funzionamento trasparente della cosa pubblica (il regolamento proposto da noi sugli incarichi professionali è insabbiato da mesi); la permanente mancanza, almeno al momento in cui scriviamo, di una struttura di controllo sulle società partecipate (il nostro gruppo ha presentato in questo senso una mozione, votata all’unanimità dal Consiglio); il permanere di uno stato di coma politico sul commercio e sui servizi sociali; l’insoddisfacente attuazione delle opere pubbliche, prime fra tutte le manutenzioni straordinarie; la sordità totale verso i problemi più evidenti come la mobilità e i parcheggi (le 500 firme raccolte dalla nostra petizione attendono ancora una risposta). E questo è solo un riassunto breve sullo stato di salute di questa amministrazione. Ma dato che la politica non può essere slegata dal territorio chiediamo: siamo noi pessimisti? i novatesi sono invece soddisfatti di come vanno le cose? Diteci la Vostra....
andare.oltre@libero.it.
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Vogliamo lasciare
i novatesi... al verde
Stanno per succedere “cose grosse” a Novate, nuove tessere del mosaico di intelligente intervento urbanistico sul territorio che ha caratterizzato questi ormai otto anni di amministrazione. Incidendo in modo significativo sulla nostra città, per renderla ancora più bella, funzionale, accogliente. Difficile dare un ordine di importanza ai vari interventi in programma: per rilevanza (anche economica) è forse il caso di cominciare dalla “Cittadella della salute”, il progetto da 500 milioni di euro messo in campo dalla Regione Lombardia con Provincia e Comune di Milano, Ministero della Salute e gli Istituti Sacco, Besta e Tumori e... il nostro Comune, che porterà alla realizzazione, su un territorio che riguarda anche la parte sud di Novate, di un futuristico polo sanitario e di ricerca di livello europeo. A gennaio, con la sottoscrizione dell’accordo di programma, verranno finalizzati anni di lavoro durante i quali il nostro assessore all’Urbanistica, Luigi Zucchelli, e tutto l’Ufficio Territorio del Comune di Novate hanno lavorato fianco a fianco con gli altri grandi attori di questa operazione. Una collaborazione che è stata da tutti molto apprezzata per l’autorevolezza e l’intelligenza con cui i nostri amministratori hanno saputo far sì che questo grosso intervento massimizzasse le sue ricadute positive sul territorio, sulla viabilità, la rete di mezzi pubblici, le possibilità di impiego. Il lavoro a stretto contatto con i dirigenti regionali e ministeriali, poi, ha facilitato il cammino del “progetto Cottolengo”, la struttura d’accoglienza che finalmente sarà realizzata per dare continuità all’Oasi san Giacomo anche agli ospiti maschi, passando dai 35 posti attuali a 80. Sul fronte urbanistico, poi, è avvenuta la sottoscrizione di piani attuativi per 4,5 milioni di euro, da reinvestire in grandi interventi di riqualificazione del parco Ghezzi (verrà creato un grande polmone verde da 10mila mq proprio nel centro di Novate) e delle aree di via Stelvio, Brodolini, Bollate e XXV Aprile. Ma anche in nuove acquisizioni per il patrimonio comunale e nella realizzazione di una nuova sede per l’SOS e per la Protezione Civile. Di verde in verde, si arriva fino al nuovo, nascente “parco della Balossa”: si sta lavorando a un accordo tra i proprietari privati che operano nel parco perché questa grande area verde (160mila mq) possa diventare un bene fruibile per l’intera collettività.
Lista civica Uniti
per Novate
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Il commercio di vicinato
Nei mesi scorsi, in qualità di Capogruppo Consiliare di A. N., ho presentato ai commercianti un questionario chiedendo loro di esprimersi in merito ad alcune questioni. Mi preme sottolineare il buon riscontro rispetto l’iniziativa, infatti, le risposte sono state esaustive e hanno messo in risalto i disagi e le criticità che affliggono, ormai da tempo, la categoria ma con cui sicuramente devono fare i conti anche altri novatesi. Mancanza di posteggi, scarsa illuminazione, mancata rivalutazione dell’arredo urbano, assenza di iniziative comuni e soddisfacenti, poca attenzione da parte del Comune nei confronti del commercio, questi alcuni mali elencati che creano un malessere diffuso. Il cambio di rotta potrebbe iniziare dalla costituzione di un Comitato dei commercianti che, animato da spirito unitario, sappia essere un valido interlocutore del Comune sollecitandolo a migliorare la sua sensibilità verso le diverse questioni, che sia il vero motore di una futura e possibile politica amministrativa per il commercio e che crei quelle sinergie tra società civile ed ente locale di cui una comunità non può fare a meno. Sono molte le iniziative possibili per stimolare il commercio e per arricchire, contemporaneamente, la nostra città di momenti aggregativi, senza perdere di vista anche l’obiettivo di promuovere e far conoscere il “commercio novatese” oltre i confini comunali. Penso, ad esempio, alla possibilità di riprendere vecchie tradizioni come “la festa degli asparagi”, il concerto della banda in piazza. Sulla scia della già attiva Tessera Giovanni perché non pensare alla creazione di una tessera di premio/sconti, che abbia validità in tutti i negozi aderenti, per altre fasce deboli della popolazione come ad esempio gli anziani? E’ ovvio che il sostegno pratico ed economico del Comune è alla base di tutto questo. Perché anche l’Ente Locale può e deve contribuire a rilanciare il commercio di vicinato che, insieme ad eventi culturali e di socializzazione, facciano di Novate una città viva e vivibile evitando il rischio di trasformarla in un quartiere dormitorio del vicino capoluogo lombardo. Cari commercinati, a Voi un ringraziamento sincero per gli ottimi spunti che avete voluto offrirmi e che, spero, non rimangano lettera morta. Farò tesoro delle Vostre indicazioni come mi auguro faccia la Giunta.
Loredana Rozza
Alleanza Nazionale
an.novate@libero.it
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La sicurezza bisogna predisporla,
cioè applicare il concetto
di prevenzione, chiaro!
La sicurezza è una necessità che ultimamente accomuna più forze politiche d’ambo gli schieramenti, peccato che, quando si grida che si vuole più sicurezza e non si è applicato il concetto di prevenzione si ottiene solo un lamento. Nel tempo andato questo concetto era applicato e città e paesi erano protetti da mura e fortificazioni costose ma necessarie. In Italia abbiamo sempre subito insicurezza d’origine nostrana, pazienza, ma dover subire anche quella d’importazione è troppo.
La nostra repubblica è fondata sul lavoro, chimera per tanti cittadini italiani, ma negli ultimi 20 anni milioni di persone forestiere sono entrate nel nostro paese più o meno legalmente senza domandarsi come si sarebbero mantenute e quanto fossero compatibili con noi. Molti immigrati specialmente i primi arrivati, hanno risolto il problema trovandosi un lavoro, altri creandoselo, ma altri ancora, e sono troppi, non hanno un lavoro utile e si trovano in Italia con la qualifica d’emarginati e impossibilitati nel guadagnarsi un vivere decente. Questi ultimi come possono procurarsi il cibo se non aspettando la carità o procurandoselo con furbizia e sempre più spesso con la violenza?
E pensare che tanta violenza in Italia oggidì è fatta da cittadini di paesi che costituivano parte integrante della cortina di ferro, cortina che oggi si vuole fare dimenticare. Ma quei governi comunisti quanta miseria umana ed economica hanno causato ai loro cittadini? Forse è impossibile quantificarla.
In passato molti italiani sono stati costretti ad emigrare all’estero, per lavorare o studiare. Quasi sempre andavano già con un posto di lavoro e con un domicilio pronto per il nuovo arrivato. Questo è stato il modo di emigrare nel ventesimo secolo per i cittadini del mondo. Oggidì con il buonismo imperante si può fare il contrario di tutto, anche della logica e razionalità, intere masse vengono spinte verso la terra dei balocchi, la ricca Europa occidentale, senza alcun controllo e non rendendosi conto che nel nome della solidarietà si vanno a creare o a rinforzare sacche di malavita organizzata, o manipoli di disperati che vivono in baracche ai margini delle grandi città.
Ricordiamo che tra poco inizia il tesseramento alla Lega Nord Padania per il 2008. Siamo prossimi alle festività di fine anno, con l’occasione auguriamo a tutti Buone Feste in letizia e nonostante tutto un prospero 2008. Perché no! Anche Auguri Padani per tutti.
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese
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Sommersi dai metri cubi
Novate soffoca sotto l’incalzare di una attività edilizia che non conosce limiti e che sta occupando ogni porzione del territorio: non a caso in un servizio giornalistico apparso su La Repubblica alla metà di ottobre, Novate si piazzava tra i territori più densamente edificati dell’hinterland.
Se si facesse un raffronto tra metri cubi di abitazione realizzati in questi ultimi anni e l’incremento del verde il bilancio sarebbe fallimentare.
Nonostante questa situazione l’Amministrazione Silva ha pensato bene di ridurre ulteriormente gli “standard” cioè i parametri che vincolano parti del territorio a verde o ad attrezzature pubbliche modificando gli attuali strumenti urbanistici prevedendo come fabbisogno minimo 18 mq per abitante anziché i precedenti 26 mq. Novate ha sempre vantato un buon rapporto tra aree a verde ed edifici abitativi ma se aumentano i metri cubi e il verde rimane sempre lo stesso la situazione non può che peggiorare.
Il Comune ha bisogno di soldi per fare opere (e sarebbe interessante valutare quanto necessarie) e allora rilascia permessi a costruire senza limiti, così incassa gli oneri di urbanizzazione.
Ultima in ordine di tempo, la scelta di vendere la scuola elementare Manzoni di via Roma, ovviamente a privati per abitazioni di lusso con vista sul parco, così da incassare un cospicuo gruzzolo di euro che saranno utilizzati a finanziare un’altra opera del grande progetto.
Ma questo è un percorso che così rischia davvero di fare diventare Novate una realtà che ha una densità edilizia non più sostenibile. Non si tratta di anime ecologiste: si tratta della nostra salute, della capacità di conservare le condizioni per non alterare ulteriormente l’equilibrio ambientale.
Siamo circondati da una crescita spropositata di edifici, strade ecc..., non possiamo usare la logica del “se lo fanno gli altri perché non dovremmo farlo noi?”. Occorre che i cittadini si rendano conto dei rischi che si corrono; per parte nostra abbiamo cercato in ogni modo di contrastare questo approccio superliberista all’attività edificatrice ma la maggioranza di centro destra non ha mai voluto darci ascolto.
Forse occorre una più ampia mobilitazione per contrastare questa corsa suicida: tutti assieme dobbiamo ragionare e impegnarci affinché alla politica del cemento si sostituiscano condizioni di maggiori vivibilità per i cittadini.
Gruppo Consiliare
Democratici di Sinistra
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Quale futuro per le politiche giovanili?
Chiude anche il Centro incontri. Al di là della sorpresa, ci sentiamo costretti a denunciare in primis un grave problema di metodo. Infatti la notizia è stata comunicata a margine di una riunione del 5 novembre u.s. solo a seguito di una espressa domanda dei consiglieri di minoranza. Ci saremmo aspettati che un argomento così importante, perché di interesse per tutto l’ambito delle politiche giovanili, meritasse un ampio confronto che, ancora una volta, ci è stato negato. Siamo quindi a chiedere al Sindaco e alla sua maggioranza le ragioni della chiusura della struttura e soprattutto l’apertura di un serio percorso di confronto sul tema con le minoranze, dal quale più in generale emerga un orientamento chiaro su cosa fare per i giovani. Con la chiusura del Centro incontri, infatti, è del tutto evidente il rischio di un completo smantellamento di quel sistema di politiche giovanili che le amministrazioni di centrosinistra avevano costruito nel recente passato.
Il Centro incontri in questi 15 anni di attività è stato un luogo di riferimento per ampie fasce del mondo giovanile. All’inizio fu una risposta alla richiesta di avere spazi di condivisione, successivamente strutturò la propria presenza verso le problematiche dell’adolescenza, affrontandole sia sul piano della prevenzione (ricordiamo a questo proposito le varie iniziative “Età veloce”), che su quello dell’aggregazione con corsi ed iniziative musicali.
In questa sua evoluzione il Centro incontri ha rappresentato poi un “tassello” in un’architettura di politiche per i giovani, finalizzate ad offrire loro opportunità di socializzazione, nonché a prevenire e contrastare i rischi di devianza.
In quest’ottica, grazie alla collaborazione con i servizi dell’Asl e con le altre realtà aggregative presenti sul territorio (es. gli oratori) si consolidò l’esperienza degli “educatori di strada” che svolsero un importante compito in direzione del contrasto delle tossicodipendenze e dell’affermarsi di comportamenti socialmente devianti. Senza dimenticare poi la positiva esperienza della “scuola-bottega” che ha offerto a tanti giovani novatesi opportunità formative e lavorative. Tutte iniziative, queste, che con l’avvento dell’amministrazione di centrodestra sono state eliminate. Ci impegneremo, quindi, anche in quest’ultima fase della legislatura a ribadire e a rilanciare l’importanza di una seria attenzione e di concreti interventi sulle politiche giovanili.
La Margherita Inizio pagina
Abbiamo ricevuto questa lettera
dai genitori dell’asilo nido “Prato Fiorito.
Il Comitato Direttivo del Circolo Steve Biko
cede volentieri il suo spazio
I nostri figli sono più importanti
dei “disegni” politici/economici
Il “nostro” Asilo Nido “Prato Fiorito”, è passato in gestione all’ASCOM S.p.A., l’Azienda Speciale per i servizi del “nostro” (di noi tutti e non solo di chi ci governa “pro-tempore”) Comune.
Nonostante tutte le rassicurazioni, ripetutamente fornite da numerosi ed “autorevoli” esponenti della Pubblica Amministrazione, riguardo al fatto che “nulla” sarebbe cambiato per i nostri figli (e le loro famiglie) quanto alla qualità dei servizi erogati dall’asilo nido, ebbene l’avvio di quest’anno didattico è stato caratterizzato da:
- un’apertura che ha visto educatrici ed ausiliarie impegnate nelle operazioni di “pulizia” e “sistemazione” degli spazi (d’altro canto sino all’ultimo giorno sono state in balia della più totale incertezza sul loro futuro), situazione mai verificatasi in precedenza!
- l’assenza della psicologa di sostegno, attualmente in maternità e non ancora sostituita.
Cosa dire poi di tutte le “tranquillizzanti” (?) pubbliche prese di posizione in merito alla tutela dei diritti delle lavoratrici (le educatrici dei nostri bimbi, il loro punto di riferimento!)?
Questa è così certa che, tra un Consiglio Comunale e l’altro, una delibera di Giunta di “trasferimento” del personale, una di “assegnazione temporanea” e un successivo “marcia indietro” con proroga dell’attuale stato di fatto sino al prossimo 1° settembre 2008 ... siamo arrivati al punto che entro tale data ultima:
1. o le educatrici e le ausiliarie accetteranno il nuovo contratto loro proposto da ASCOM S.p.A., passando così da dipendenti pubblici al settore privato... ma non era stato detto, ribadito, sbandierato ed assicurato da tutti quegli “autorevoli” (?) personaggi di cui sopra che avrebbero avuto tutto il diritto di conservare il proprio contratto in essere e che solo loro avrebbero potuto decidere di optare per il passaggio al contratto del settore privato ... se ritenuto più vantaggioso?
2. oppure, manterranno sì il contratto dei dipendenti comunali ma solo a fronte di un cambio di mansione (dietro loro richiesta); cioè non potranno più fare le educatrici o le ausiliarie dell’asilo nido ... ma saranno, invece, destinate ad altro!
Una domanda: e i nostri bimbi, quindi? Cambieranno educatrici e quindi i loro tanto importanti punti di riferimento in una fase già di per sé tanto delicata per il loro sviluppo, vista la loro tenera età, come quella del distacco dai propri genitori.
Avere informazioni precise, dettagliate, esaustive e soddisfacenti in merito ad un argomento tanto importante per il futuro dei nostri bimbi, e così preoccupante per tutti noi genitori, è un nostro indiscutibile diritto; chiederle ed ottenerle è un nostro preciso dovere nei confronti dei nostri figli così come fornircele è un chiaro obbligo di chi ci amministra avendone da noi ricevuto mandato.
Alcuni genitori
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