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Ci scrivono
Decimo posto alla Maratona di New York
Una testimonianza
Triste è l'addio
Inquinamento acustuco FNME
Il degrado di via Roma
Via A. Costa "La storia infinita 4"
La Sicilia a Novate Milanese
"Zona B" o forse "C" ringraziano
Politica giovanile
Elezioni in vista? Si scatena "l'adrenalina" politica
Raccolta firme per l'istituzione del difensore civico
Alla "Don Milani" manca il direttore
W la classe 1933
Il ricordo di un grande "amico" di Novate: Aldo Moroni
Ricordo di Angelo Pogliani
Un amico, come un fratello! Agresti Costabile (Lillo)
Decimo posto
alla Maratona di New York
Sono finalmente giunto al termine di questa lunga ma proficua stagione che mi ha portato un Titolo Italiano nella Mezza Maratona ad Aprile (Varese), il nuovo Record Italiano sempre sulla Mezza Maratona a Giugno (Monza, 45’ 57”), la vittoria alla Maratona di Torino e l’ottimo 2° posto a Padova (1° Italiano). Si sono succedute tante gare, tanti successi sia in pista (Notturna di Milano - Arena, Padova) che in strada. Poi mi sono “scontrato” con un sogno, quello di partecipare a New York e vivere un’altra esperienza importante. Ho voluto preparare la gara bene, allenandomi e gareggiando dove c’era possibilità e così nell’ultimo mese ho partecipato alla Maratona di Berlino (28/09, 12°), la Mezza Maratona a Palermo (19/10, 1°) ed alla Maratona di Venezia (26/10, 1°). Non è stato un calendario particolarmente diverso da quello di altri anni, però l’obiettivo finale era sempre New York, poter fare una bella gara, godermi la città nella mia abituale fatica e farmi portare dal fantastico pubblico Newyorkese. Arrivare a New York, vivere nel cuore di Manhattan a 200 metri da Central Park ti mette già una carica che basta per terminare la gara, poi nei giorni successivi scoprire l’amore dei Newyorkesi per la loro Maratona per il piacere di correre e di far fatica, vedere Central Park popolarsi di ora in ora di persone con scarpette e pantaloncini, di uomini e donne, mamme e papà, nonni e nonne, non tutti pronti per 42 Km ma fieri di un loro stile di vita. Il sabato prima della gara Central Park era chiuso al normale traffico automobilistico, sulle strade si incrociavano i vari gruppi multicolori di diverse Nazionalità: Italiani immancabili e numerosissimi, Inglesi, Francesi, Tedeschi, Olandesi e tutti felici di esserci. Bellissimo potersi mischiare con loro, schivare i più lenti e distratti, sfrecciare e superare nelle brevi discese del parco per poi essere incitato e salutato dall’estemporaneo vicino nel momento delle brevi ma faticose salite, quasi a dimenticare le ruote su cui batto forte i colpi che mi permettono di continuare.
La gara è stata dura, come per tutti, selettiva sin dall’inizio con il ponte di Verrazzano che ti fa subito capire cosa ti aspetta, fatica che ti viene addosso e pubblico che ti spinge e ti sorregge, si attraversa Brooklin, il Queens e quando pensi di esserci si entra in Manhattan attraverso quel lungo ponte infinito che sembra non finire mai e che prosciuga le tue energie; fortunatamente con la fatica aumenta il pubblico, la musica, la festa e questo basta per continuare fino alla fine. Si passa dal Bronx e quando poi rientrando a Manhattan arrivi finalmente a Central Park le strade ti sembrano diverse, più dure, cerchi di capire, aspetti la discesa favorevole, finalmente vedi l’arrivo e cominci a preparati per il momento finale: il traguardo e la foto ricordo.
Cosa mi resta di New York? Un 10° posto nella Maratona più famosa del Mondo, un tempo di gara non eccelso anche a causa di un guasto alla ruota anteriore rilevato solo alla fine della gara (quando si dice la sfortuna…), aver gareggiato in una Maratona tecnicamente valida e corsa da alcuni dei più forti Maratoneti del Mondo, ma soprattutto il ricordo indelebile del pubblico e di tutti quelli che la Maratona l’hanno corsa e che la sera successiva ed il giorno dopo, anche se barcollanti dal dolore, esponevano il loro trofeo in bella mostra attorno al collo: quella medaglia che solo chi aveva portato a termine la Maratona poteva avere e che con orgoglio sanciva il risultato dei più… Aver partecipato.
Ora, oltre a… ”scrivere” e continuare ad allenarmi con la mia carrozzina da corsa, ho cominciato a cimentarmi seriamente anche con lo Sci di Fondo, finora praticato solo a livello amatoriale, inseguendo un altro obiettivo: le Olimpiadi invernali di Torino 2006! Fate il tifo per me.
Enzo Masiello

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Una testimonianza
Con questa mia testimonianza vorrei ringraziare i fratelli e le sorelle della società di San Vincenzo de Paoli. Sono una donna di mezza età, con un diploma di infermiera professionale.
Ho scelto la solitudine come compagna della mia vita, una solitudine ricca di buona musica e letture di ogni genere.
Ho incontrato questi fratelli in Dio in un momento delicato della mia vita, caratterizzato da dolore fisico ed abbattimento morale. Ho conosciuto la loro dolcezza, la loro determinazione nel volerti dare una mano, la loro discrezione, la loro educazione.
Ed allora ti rincuora il sapere che fuori, dove il mondo è indifferente, dove ruggisce la grande metropoli, c’è qualcuno che ti pensa. Pensa che, una banale malattia, la noncuranza di medici che hai interpellato e pagato profumatamente, da banale si è fatta seria e cronica che ti condiziona il rapporto con gli altri e la stima per te stesso (perché sei stato fesso a farti rovinare così); ed allora cadi in una profonda depressione ove non vi è più posto per le persone che hai stimato e per i tuoi miti. Le loro foto diventano icone da spolverare, i libri che parlano della loro vita e delle loro virtù, qualcosa di fastidioso, di tedioso.
Ma piano piano, con il loro aiuto morale e materiale risorgi alla speranza che ancora una volta ce la farai perché questi fratelli in Dio ti instillano nuova linfa vitale con i loro amore per un fratello in Cristo che è in difficoltà.
Grazie, grazie di tutto cuore sorelle e fratelli della Società di San Vincenzo de Paoli. Che il Signore vi benedica.
DeAnna Silingardi

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Triste è l’addio

Primo ottobre, giorno infame e tribolato,
non pensavo così presto, ma il maledetto è arrivato.
Apro gli occhi e il mio ego mi sussurra dolcemente
stai tranquillo Sparviero, non puoi farci niente.

Ora i giochi sono fatti e qualcuno ha barato
rosso bianco o azzurro non importa chi è stato.
La nostra Novate, spietata come un assassino
ha voluto abbattere il vecchio e mitico Circolino.

Va veloce col pensiero, è un jet la mia mente
e anche se da poco appartenevo a questa gente
Tutti li ricordo, sia quei negher o bianch cume la nef
che al banco mi urlavano, dai movess damm de bef.

Già, l’Ambroeus, el Giuann, el Giusepp col Marino,
e poi el Terragnin, el Taino e avanti col Pasqualino,
ci vorrebbero più di 100 pagine per nominarli
e di certo sarà per me difficile dimenticarli.

Che dire poi dei gestori, i Reggiani ed i Santucci,
questa era la loro casa, con le sue gioie ed i suoi crucci,
un piccolo grande uomo regnava, generoso e testardo,
che fino all’ultimo lo ha amato già, il mio buon Leonardo.

E mamma Maria, padrona della cucina e del forno,
Paolo, Ida e le sue ancelle, sempre le stavan attorno.
E come in una fiaba non poteva mancare la regina
da tutti riconosciuta nell’adorabile Adelina.

I bimbi però non dovranno leggere questa storia
perché la fine è brutta triste e senza gloria,
ma io, testimone di questa brutta faccenda
sarò menestrello del Circolino e della sua leggenda.
Lo Sparviero Grigio

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Inquinamento
acustico FNME
Abbiamo letto nella rubrica “Risposte ai Cittadini” del n. 5 di Informazioni Municipali, dal titolo Inquinamento acustico, la risposta ad un cittadino che sollecitava il Suo intervento per mettere fine ai fischi e ai rumori provocati dai treni delle Ferrovie Nord. Prendiamo atto con piacere del rinnovato impegno a reprimere l’abuso dei fischi dei treni, che Lei potrà concretizzare non appena il Comune disporrà della zonizzazione acustica, che sarà pronta per i primi mesi del 2004. Lo strumento della zonizzazione, ci spiegò nella riunione tenutasi presso il Comune in data 30 Ottobre 2001 (e questa fu la prima volta che prese l’impegno di fronte ad una nutrita rappresentanza di cittadini di Novate a combattere i fischi dei treni), Le avrebbe consentito di applicare gli articoli 58. Uso di segnalazioni sonore e 59. Valutazione, misurazione e repressione dell’inquinamento acustico, codificati nel Titolo VI Quiete Pubblica dal nuovo Regolamento di Polizia Urbana. Ancora pochi mesi e saremo ripagati di così lunga attesa. Per quanto concerne il progetto di intervento sul territorio di Novate (posa di barriere fonoassorbenti) presentato dalle Ferrovie Nord in data 14 Ottobre 2003 alle Commissioni Lavori Pubblici, Urbanistica e Ambiente, in riunione congiunta presso il Comune di Novate, La vorremmo gentilmente pregare, servendosi di Informazioni Municipali, di tenerci aggiornati dell’andamento dei lavori il cui iter è ora unicamente condizionabile dall’attività del Comune di Novate Milanese che deve approvare il progetto e consentirne l’attuazione. Distinti saluti,
Gruppo Antirumore FNME
Eligio Bertolasi

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Il degrado
di via Roma
Sono un cittadino novatese residente in via Roma, questa lettera non vuole essere polemica, non voglio sapere se i problemi attuali sono la conseguenza di una cattiva gestione passata o se esistono per colpa di quella attuale.
Il fatto concreto è che attualmente la via Roma si trova in un grave stato di degrado. Sono un ragazzo giovane, non vorrei fare una paternale; ma quando vedo sotto casa mia vomitate sotto il porticato alla mattina, la prepotenza e la maleducazione da parte degli automobilisti che regna sovrana, il tutto in un contesto di traffico degno di un’autostrada (se consideriamo le migliaia di auto all’ora).
Dove la notte non arrivano le auto ci pensano i circa 150/200 motorini a sera (l’80% ovviamente smarmittati) fino a circa le 2,00/3,00 del mattino, il tutto zuccherato come una torta dall’educazione dei clienti della pizzeria dell’oca.
Ho un figlio di cinque settimane, spesso viene svegliato dal clacson che molti cervelloni usano per motivi di parcheggio, o semplicemente per salutarsi, o da qualche cliente della pizzeria che in piena notte sfoggia la sua educazione.
Chiedo con questa lettera due cose: (anche a nome di tante altre persone residenti)
- la chiusura al traffico ai non residenti (cosa che si può fare tranquillamente subito)
- la raccolta del vetro da parte dell’AMSA almeno dopo le 8:00 (e non alle 6:00).
Mi auguro che questa lettera tocchi la coscienza di chi è addetto ai lavori.
Un cittadino

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Via A. Costa “La storia infinita 4”
Finalmente! In data 18 novembre 2003 è riapparso, (dopo essere stato rimosso a fine 2002 assieme ad un gruppo di cartelli segnaletici e alla segnaletica provvisoria di cantiere, malgrado lo stesso non fosse ancora terminato), per ora, solo il cartello nome-strada, (già a fine ottobre era stato installato un cartello simile, non conforme, utilizzando un vecchio cartello tinteggiato di bianco a cui erano stata apposto il nome della via, posizionandolo in modo difficilmente visibile, una decina di metri dall’imbocco della strada), che ora svetta come una bandiera a inizio via, seguendo il senso veicolare, al bordo del marciapiede dove fino al 24/10/2002 si poteva “ammirare” una delle due “penisole” inutili e pericolose, (l’altra, demolita il 27/11/2002 era posizionata in prossimità del civico n° 25).
Il ripristino della segnaletica verticale, peraltro, era stata richiesta dal sottoscritto con lettere inviateLe in data 17/12/2002, 12/03/2003 e 15/05/2003, segno evidente che le segnalazioni fatteLe dai cittadini non vengono lette o non vengono minimamente prese in considerazione, malgrado quanto Lei asserisca, nell’editoriale (vedere “Informazioni Municipali” n° 2 aprile 2003, pagina 2), a titolo Alcune risposte ai cittadini, cito solo alcune parti: “Leggo sempre con attenzione le lettere dei cittadini e accolgo i rilievi e le critiche, le rispetto anche quando sono ingenerose. Per lo più rispondo privatamente e ogni volta le indirizzo agli uffici perché provvedano”??… a tutt’oggi 13 gennaio 2004 non ho ancora avuto risposte!!.
Con la presente inoltre e in seguito al colloquio, richiesto dal sottoscritto e non del tutto esaustivo, (singolare che all’interno della cartelletta posta sulla sua scrivania non ci fosse copia delle mie tre lettere, ma ci fosse solo copia della lettera inviatami dal sig. Testa, comandante della Polizia Locale, con il quale, con la serietà che lo ha sempre contraddistinto, ho avuto alcuni colloqui inerenti i lavori e i problemi che hanno interessato la via), avvenuto la mattina del 17/06/2003, in cui Le avevo anticipato le motivazioni, sono a richiedere, causa sospensione del servizio di spazzatura meccanica della strada, come si evince da corrispondenza avvenuta via e-mail tra il sottoscritto, AMSA, Ufficio Lavori Pubblici e Ufficio Ecologia, il rimborso delle tasse pagate nell’anno 2002, per un servizio che non è stato effettuato per parecchi mesi e anche nei giorni 25 febbraio, 18 marzo e 10 giugno 2003.
In merito all’offerta di lavoro propostami al termine dell’incontro, per ricoprire il ruolo di “Cantoniere volontario” spero che lo stesso sia stato assegnato ad altra persona, mi permetto di inviarle copia di una foto abbastanza curiosa di una segnaletica verticale, posta in prossimità del luogo dove Lei e molti dei suoi collaboratori prestano servizio quotidianamente, (vedere foto allegata), in cui si fatica a comprendere dove sia la sede della polizia locale!!!!!
Poco fiducioso, visto i precedenti, in una risposta a breve, in attesa del rimborso e sempre disponibile, lo sono fin dal dicembre 2002, per chiarimenti o confronti porgo distinti saluti.
Grassi Alfonso

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La Sicilia a
Novate Milanese
Sono Vincenzo Portella e per trent’anni tutti i novatesi mi hanno conosciuto come “el piastrelat de la piazetta” (il piastrellista di Piazza Martiri della Libertà), ma nessuno sapeva che io, tra un cliente e l’altro, scrivevo canzoni, poesie, racconti poiché scrivere è stato sempre il mio hobby preferito.

Quando sono andato in pensione, avendo finalmente il tempo per poterlo fare mi sono dedicato alla stesura del mio primo libro “Un coltello per due” che è stato presentato il 14 Dicembre 2003 presso il Centro Commerciale Metropoli di Novate Milanese.
Questo mio libro narra fatti realmente accaduti nel mio paese nativo, Mazzarino (CL), nella prima metà del secolo scorso: un viaggio a ritroso nel tempo da cui si torna inebriati dai colori e dai profumi della immutabile campagna siciliana che, oggi come ieri, assiste impassibile alla dissoluzione della vita degli uomini, dei loro costumi, della loro storia.
Vincenzo Portella

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“Zona B” o forse “C” ringraziano
I cittadini di Novate “zona B” o forse “C” (vie Baranzate, Fermi, Resistenza, Di Vittorio) ringraziano il signor Sindaco e la giunta al completo per quanto riescono a fare per loro:
- passaggio giorno e notte di autovetture (quantificate dai vigili stessi, dopo rilevamenti tramite segnalatori annegati nell’asfalto, in circa 25.000 al giorno), inquinamento alle stelle proprio nella zona quotidianamente utilizzata dai bambini per andare a scuola e dai cittadini per recarsi al lavoro tramite le FNM.
- Un bel rettilineo all’uscita dal sottopasso in cui i più imbecilli riescono a dare sfogo alla loro velocità, non di cervello, ovviamente.
- La prevista costruzione di un albergo all’altezza della Rho-Monza, che incrementerà il passaggio di autovetture nelle zone circostanti.
- La possibilità di usufruire dei mezzi pubblici, come gli altri cittadini “naturali” e non discriminati come noi, le persone anziane spesso hanno la necessità di recarsi negli ospedali e/o di andare a Baranzate o Milano zona Sacco, o Bollate, ma di autobus regolari neanche a parlarne.
- Grazie al cielo è arrivato un nuovo prete (senza voler nulla togliere a Don Ambrogio suo predecessore), Don Maurizio, che in pochi mesi di duro lavoro ha trasformato l’oratorio Sacra Famiglia in un luogo di ritrovo, di preghiera, gioia e divertimento dando ai novatesi della zona “B” quanto il signor Sindaco e la Giunta, non solo non sono riusciti a fare nell’arco di ben 4 anni, comunque non era mai stato neanche promesso quindi! sic!!
- Il buon Don Maurizio ha fatto tutto con i soldi della parrocchia senza chiedere niente a nessuno, ma magari se il Silva della situazione ci pensasse forse riceverebbe un grazie.
- Siamo inoltre lieti che i cittadini della zona “A” abbiano finalmente una tanto agognata piscina, con tanto di ponticello romantico (che sarà costato bei soldini alle tasche dei contribuenti tutti “A” e “B”.
- Colgo l’occasione anche per ringraziare il Paperoga dell’urbanistica per le delimitazioni dei parcheggi di via Fermi che sono una vera opera d’arte (astratta, che nessuno capisce) che hanno dato una sferzata al mesto tran-tran della seppur trafficata via (unico accesso la parcheggio della stazione) vedere per credere.
- È di questi giorni la posa di splendidi “vespasiani comunitari” in via Repubblica, per limitare i parcheggi nei pressi dei negozi di genere di consumo (panificio, bar, ecc.), inoltre contemporaneamente hanno dato, naturalmente a pagamento in affitto metà del parcheggio sterrato ex Bar Morandi a dei giostrai, limitando così ulteriormente il parcheggio di chi deve recarsi dai pochi commercianti novatesi.
- Tanto valeva fare una serie di sensi unici, in modo che i cittadini di Novate siano naturalmente indirizzati verso il centro commerciale Metropoli.
Desidero quindi augurare a tutti coloro che hanno a cuore Novate sia A che B, un Buon Natale, rimangono quindi esclusi tutti coloro che remano contro.
Maurizio Zucchi
Novate Milanese

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Politica giovanile
Per la generazione dei giovani spesso diventa davvero triste essere giovani. I giovani vogliono voler vivere la loro vita sviluppando interessi e creatività per esprimere al meglio la loro identità fatta di bisogni, idee e desideri, vale a dire le risorse proprie in un mondo giovanile così diverso al suo interno ma con un bisogno unico che li accomuna: quello di sentirsi valorizzati in tutte le sue forme.

Cosa fanno i giovani?
Come e dove passano il proprio tempo libero?
Esempi
1. La scuola - Abbandono prematuro.
2. Le società sportive - Difficoltà a trattenere i giovani dopo i quattordici anni.
3. Gli oratori - Non sono in grado di attrarre giovani. Questo dato dimostra che come non siano sufficienti le disponibilità di spazi e neanche di appartenere a dottrine confessionali.
4. Il Centro Incontri - Destinato principalmente agli adolescenti con regolamento rigido che delimita le attività e non dispone di personale sufficiente.
5. Poi c’è la droga, l’alcool ecc..

Ovviamente quanto sopra esposto comporta anche divergenze di codici e forme di comunicazione incompatibili nel senso che:
• I giovani non si sentono adeguatamente interpretati né rappresentati a livello politico ed istituzionale.
• È diffusa la disistima, la metodica delusione che le forze politiche provocano.
• I giovani hanno esplicita diffidenza verso il sistema costruito da generazioni, nella cui storia e identità non sono più disposti a riconoscersi.
• Se gli adulti reagiscono con fastidio o indifferenza, i giovani cercano rappresentanze alternative e spazi extra-istituzionali.
Mentre la maggioranza del Sindaco Luigi Silva, presa da mire espansionistiche, fortemente accentuata verso l’interesse della speculazione edilizia, ha creato un vuoto di iniziativa; non ha avuto la capacità ed il coraggio di rendere appetibile ai giovani per realizzare i possibili interventi da loro prescelti.
Che fare
Penso che la politica delle condizioni dei giovani debba passare attraverso il coinvolgimento degli stessi. Dando fiducia ai nostri giovani potremmo stimolarli ad una vita più attiva e partecipata, costruendo con loro il futuro, a partire dai loro progetti, come soggetti dei possibili cambiamenti. Un altro dettaglio che la nuova amministrazione locale “elezioni primavera 2004” dovrebbe affrontare è quello di valutare la possibilità di attirare le diverse fasce sociali ed essere parte attiva nel dare spazi coperti (adatti per fare musica, ascoltare concerti, partecipare a dibattiti) ai giovani che auspicano forme di auto-aggregazione. Ciò può rivelarsi un investimento nella prevenzione a favore della condizione dei giovani.
Luigi Gusmano

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Elezioni in vista?
Si scatena
l’“adrenalina politica”
Adrenalina, ecco la chiave dei prossimi mesi di discussione politica. Che c’entra con Novate? La spiegazione: si avvicinano le elezioni; gli schieramenti stanno organizzando la “squadra” più forte possibile; le candidature vengono avanzate, vagliate e, spesso, bocciate; si cerca d’intuire il programma di governo locale dell’“avversario”; si fanno conti, si calcolano percentuali e frazioni. In una parola si fa gran ricorso all’adrenalina, una sostanza prodotta dal nostro corpo in situazioni di tensione che rende reattivi e “scattanti”. Adrenalina che sta andando in circolo nei responsabili di partito e nei maggiori esponenti delle parti politiche, con conseguenze precise: spesso si dicono cose che non si pensano; si enfatizzano piccoli problemi; si aggravano questioni già risolte.
E a Novate che cosa sta facendo dire l’adrenalina politica che ha invaso i partiti? Il centrosinistra, per esempio, vede una giunta comunale senza soldi che ha fatto e fa poco o niente per Novate (dimenticando, per esempio, i fondi a sostegno degli affitti delle case); critica sindaco e assessori per una presunta assenza dello stato sociale (mentre è nota l’attenzione rivolta, per esempio, a bambini, anziani e bisognosi); accusa il centrodestra di non combattere inflazione e crisi economica (che riguardano l’intero pianeta….); si scaglia contro l’assenza di verde a Novate (d’altronde dov’è lo spazio per un parco come il Central di New York? E poi, troppo verde non renderebbe ancora più grave il problema abitativo?). Insomma è chiaro che la battaglia politica per le possibili elezioni estive è cominciata senza esclusione di colpi e con grande (troppo) ricorso all’adrenalina.
Teniamoci forte, siamo solo all’inizio. Succede così in ogni angolo del mondo: il tentativo, quando si avvicinano le elezioni, è screditare la compagine di governo con ogni argomentazione, a volte un po’ strampalata. Si “tirano fuori” temi che in altri momenti (a freddo e con meno adrenalina politica addosso) non si sognerebbero neppure di sfiorare.
Lungi da noi, d’altra parte, il desiderio di fare moralismo: saremmo ipocriti. Il problema di “dirla grossa” in certi momenti di tensione elettorale riguarda un po’ tutti: tuttavia chi governa, specie se forte di risultati convincenti (è il caso dell’attuale giunta), ha più armi dalla propria e programmi più concreti.
Vedremo che cosa ne penseranno i votanti: certo, il centrodestra si rivolge ad un elettorato consapevole che chi governa fa il bene della cittadinanza ma è privo di poteri divini o di facoltà di prevedere il futuro. E s’impegna, ogni giorno, con la giusta dose di adrenalina…
Barbara Di Bella

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Raccolta firme per l’istituzione del difensore civico
In seguito alla mia richiesta del difensore civico su “ Informazioni Municipali” del febbraio 2001, richiamata in un articolo sulla “Libertà d’informazione” dell’ottobre 2002 e reiterata sul penultimo n°, in data 07/1/04 sono state depositate presso l’Ufficio Protocollo n° 1181 firme di cittadini/e novatesi maggiorenni più 6 di esterni che pagano le tasse al Comune di Novate (di cui ca 930 raccolte da me (29/10/03 - 7/1/04): strade, bar, esercizi commerciali, centri ricreativi, studi medici, associazioni, ecc..).
La raccolta, informale e priva di supporto istituzionale, ha - dato il n° dei firmatari a fronte degli aventi diritto di voto - un forte valore simbolico e attesta che l’istanza non è presentata da me a titolo personale.
La figura dell’ombudsman, nata in Svezia all’inizio dell’800, presente in quasi tutti gli Stati europei tra cui Finlandia e Olanda e in oltre 110 Paesi dei 190 aderenti all’ONU, pare risalga ad una sorta di saggio che nel Basso Medioevo amministrava la giustizia nelle comunità. In Italia non esiste a livello nazionale ed è stata istituita in Lombardia con la legge regionale del 18/1/80.
Il d.c. comunale è stato istituito con la legge 142 dell’8/6/90, sostituita dal D. Lgs. 267 del 18/8/2000 art. 11 e 127 comma 2 del T.U. degli Enti locali.
Al 5/5/03 ne risultavano dotati più di 150 comuni lombardi! In tutta Italia ne esistono alcune centinaia. Come ho scritto sui fogli - firme e come ho precisato a voce il ruolo del d.c. comunale non è quello del giudice conciliatore - sostituito negli anni ’90 da due figure: 1) il giudice di pace con sede nel Tribunale e preposto alla risoluzione dei problemi tra privati 2) il difensore civico.
Dallo statuto del Comune di Novate - dove per alcuni decenni è esistito un mediatore di conflitti - approvato il 23/6/98 e modificato in ultima istanza il 14/4/99 il d.c. risulta eleggibile dal Consiglio Comunale previo pubblico avviso del Sindaco, in una rosa di almeno 3 candidati/e selezionati/e da una Commissione tra diplomati/e con competenze giuridico - amministrative e almeno 40 anni, dura in carica 3 anni ed è riconfermabile una sola volta. Esso dovrebbe dirimere con imparzialità i contenziosi dei cittadini (singoli, gruppi, comitati) con l’amministrazione comunale (lungaggini, inadempienze, soprusi) ed eventualmente su richiesta di 1/4 dei consiglieri esercitare il controllo sulle delibere della Giunta e del Consiglio. Gli spettano indennità e rimborsi pari a quelli degli assessori.
P.S. Non sarebbe più opportuna - nell’ottica di una democrazia diretta - un’elezione contestuale alle votazioni amministrative?
Ringrazio per la fiducia e la stima, comunque non sono interessata al ruolo di d.c., tantomeno ad un ruolo politico.
Rita Blasioli

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Alla “Don Milani” manca il direttore dei servizi generali ed amministrativi
Nel nostro Istituto, 717 allievi di scuola dell’infanzia, scuola elementare e scuola media, da oltre quindici anni è assente il direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.
È un miracolo quotidiano se, fino ad ora, la Scuola ha potuto funzionare. Di fatto accade che:
• le operazioni amministrativo-contabili degli emolumenti al personale docente ed ATA non sono effettuate
• gli Insegnanti supplenti annuali non percepiscono lo stipendio dal mese di settembre
• gli Allievi non possono fruire dei fondi del Diritto allo studio già da tempo stanziati
• i materiali didattici e tecnologici legati alla realizzazione dei programmi e dei progetti didattico-educativi, risultano solo richiesti e mai acquistati.
Conosciamo e riconosciamo i ritmi senza riposo degli operatori scolastici (in primis la Dirigente) che per il bene di tutti gli allievi stanno contribuendo a riempire i vuoti lasciati da chi dovrebbe sovrintendere ad un interesse pubblico che, forse, più non è.
La nostra voce sta esaurendosi:
• chi vuole nascondere questo disservizio?
• Chi copre di omertoso silenzio un’assenza lunga 15 anni?
Parlare, chiedere, insistere con chi non vuole sentire è un esercizio logorante, umiliante e, finora, infruttuoso. E da troppo tempo assistiamo impotenti al disinteresse generale che ha gravemente danneggiato tutti noi.
Nessuno può ora dire di non sapere. È necessaria una risposta immediata.
Non c’è più tempo.
Nel nuovo anno ci è permesso almeno sognare?
I Docenti della scuola elementare “don Milani”

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W la Classe 1933
Il 70° Anniversario della Classe 1933 è stato festeggiato con una gita a Ghemme (Novara). Un gruppo numeroso di 56 coscritti ha passato insieme questo giorno speciale. Un grazie di cuore alle organizzatrici, Fernanda Roncaglioni ed Emma Airaghi.

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Il ricordo di un grande “amico” di Novate: Aldo Moroni 1924-2001
Per ogni persona che nominava, presente o assente, al nome faceva precedere l’appellativo “amico”. Ma nel luglio 2001 al termine di un sofferto tragitto, si è spenta la squillante e inconfondibile voce del conosciutissimo novatese, il caro amico di tutti: Aldo Moroni. Molti di noi erano soliti scambiare con Lui il saluto e i commenti sulle notizie recenti, non senza il suo accalorato parere che sanciva la correttezza e l’onestà morale del suo pensiero.
Di professione, era stato Ufficiale Giudiziario presso il tribunale di Milano ed era arrivato a Novate dopo il matrimonio con la sua adorata Adolfina. Si inserì subito nei vari settori della vita Novatese a cominciare dalla comunità Parrocchiale che frequentò assiduamente confermando la sua presenza viva e attiva specie nella catechesi, fonte primaria delle sue convinzioni di fede. Come cittadino, sentiva il problema della partecipazione democratica alla vita politica e amministrativa, facendo parte del Consiglio Comunale tra gli anni ’60 e ’70, eletto nelle liste della Democrazia Cristiana, meritandosi stima e simpatia per la saggezza e la concretezza delle proposte che avanzava nell’intento di promuovere una Novate migliore, senza mai rinunciare a difendere quei valori in cui credeva. Era assiduo frequentatore del “fu” Circolino di via Garibaldi dove si recava per le riunioni dei vari organismi attivi in campo sociale, lì esistenti. Tra questi è da ricordare il suo impegno, sempre negli anni ’60, nel Patronato ACLI, per il disbrigo delle varie pratiche sociali e pensionistiche. Ma l’impegno più gravoso e che lo occupò maggiormente, fu la partecipazione al Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Casa Nostra, iniziata nel 1971, subentrando al compianto Presidente Giuseppe Zucchelli.
Qui Aldo Moroni, prima come Presidente e poi come Presidente Onorario, si è adoperato, salvo brevi interruzioni per ragioni di salute, fino alla sua scomparsa, dedicando molto tempo, che sacrificava alla famiglia e al riposo.
Le rinunce non gli pesavano, in quanto considerava questo tempo, speso per il bene della Collettività, in opere di alto valore sociale, per costruire non solo muri per le abitazioni, necessari sì, ma soprattutto per perseguire quell’ideale di cooperazione e solidarietà, tuttora attuale.
Un ulteriore impegno, non meno significativo dei precedenti, Aldo Moroni lo dedicò alla organizzazione del volontariato “Cottolenghino” poi costituito in regolare Associazione nel 1999 con lo scopo di aiutare l’assistenza alle anziane ospiti dell’Oasi San Giacomo di via Bollate. Nominato Responsabile dell’Associazione Moroni con competenza, capacità ed entusiasmo, riuscì con il suo esempio a infondere forza per potenziare l’opera di sostegno dell’attività caritatevole della Piccola Casa della Divina Provvidenza.
Per il suo costante impegno civile e sociale, Moroni fu nominato Cavaliere di San Silvestro e Commendatore al merito della Repubblica. Soprattutto però non si potrà mai dimenticare il grande senso dell’amicizia, che con l’ardore che lo ha contraddistinto, ha saputo donarci. E per questo dobbiamo essergli grati.
Aldo DePonti-Aleardo Faroldi - Gian Luigi Zucca

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Ricordo di
Angelo Pogliani
Prima di Natale ci ha lasciato un vecchio e caro amico: Angelo Pogliani. Era un legatore artigiano di prim’ordine. Nel suo lavoro era, se così lo possiamo definire, un artista. Per rendersene conto basterebbe osservare le eleganti raccolta di poesie del Giandrini e di sua sorella Elena, ma anche le graziosissime e preziose scatolette che regalava, poi, agli amici. Sapeva trasformare un insieme precario di vecchi fogli in volumi ordinati e decorosi. Era meticoloso e preciso; quando gli si portava il materiale da riordinare e rilegare, voleva conoscere tutto e bene per non correre rischi di commettere errori e per ottenere dal lavoro il risultato migliore. Spesso, però, era lui a trovare la soluzione più appropriata. E noi, ovviamente, ci fidavamo della sua esperienza.
Anche nel quartiere dove abitava (Benefica di via 25 Aprile) aveva dato il suo fattivo contributo: per oltre 10 anni, infatti, aveva fatto parte del consiglio di quartiere della Cooperativa. Con quell’aria - autentica - di uomo buono, col buon senso e con la sua disponibilità era - a quel tempo - considerato sereno punto di riferimento per tutti, nelle vicende quotidiane che attraversano e segnano la vita di un popoloso quartiere. Per via della salute malferma, ma anche per le preoccupazioni per i problemi della moglie, negli ultimi anni ha, purtroppo, tribolato parecchio. Qui però ha sempre potuto contare, in particolare, sull’aiuto concreto, sul confronto e sull’affetto delle figlie, ma anche sulla gioia che gli davano i suoi nipoti.
Noi, che lo abbiamo voluto ricordare, da qui gli rinnoviamo il nostro saluto.
Luigi Perego

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Un amico,
come un fratello!
Agresti Costabile (Lillo)
Un saluto a Lillo, così lo conoscevano tutti, con lui abbiamo condiviso tanto, scampagnate in montagna a cercare funghi, su laghi e fiumi a pesca, feste e compleanni, in cui ci intratteneva con i suoi discorsi.
Con le sue conoscenze tante cose ci ha insegnato, ci ha trasmesso le sue passioni e le sue esperienze.
Ci ha lasciato, dopo una lunga malattia, che a denti stretti ha combattuto per sei anni, con forza e speranza, cosciente e consapevole di quello che gli stava accadendo, purtroppo il male ha avuto il sopravvento proprio ad agosto, quando molti dei suoi amici, conoscenti, colleghi di lavoro e lo stesso organo amministrativo “Comune di Novate” …… non hanno potuto onorare la tua scomparsa ….. Ogni giorno ti ricordiamo in ogni sorriso e ci viene un po’ di nostalgia.
Io penso che tu abbia conquistato con il tuo modo di fare la vera immortalità, scolpendo la memoria di chi ti vuole bene, sei per sempre con noi, e ti sentiamo presente in ogni occasione che la vita ci riserva.
Ciao Lillo spero che tu abbia incontrato i tuoi cari, la tua mamma e il tuo papà.
Umberto e tutti i suoi amici

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