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Editoriale

Chiarezza sull’addizionale Irpef

Nell’anno 2006 a settembre ci veniva comunicato dal Governo che la compartecipazione all’IRPEF era stata ridotta di e 189.166,02. Questa riduzione si è stabilizzata nel 2007. In totale la riduzione dei trasferimenti dallo Stato ammonta a e 209.958,02. Con dlgs. n. 30/2007 all’ufficio anagrafe dei Comuni è stata trasferita la competenza per i permessi di soggiorno per i comunitari, nonché l’istruttoria per gli extracomunitari con contratto di lavoro di soggiorno. Tutto a spese del Comune di Novate e degli altri comuni. Non è il primo caso del genere: ai Comuni è stato trasferito l’onere del catasto, della verifica dei cementi armati, ecc... Si tratta di decine e decine di migliaia di euro, anzi di qualche centinaia di migliaia di euro di spese in più per il Comune di Novate e per gli altri Comuni.
Il personale cerca di far fronte ai nuovi compiti e siamo finora riusciti a non procedere a nuove assunzioni, anzi il Comune di Novate è sotto organico. Si rimedia con l’assiduità della presenza sul lavoro: l’assenza del personale del Comune di Novate è del 4,5%, a livello dell’industria privata e molto al di sotto del personale degli altri enti pubblici, soprattutto dello Stato.
È uno strano modo di intendere il “federalismo” da parte del Governo: taglia i trasferimenti e ci addossa nuovi compiti e quindi nuove spese. Ma vi è dell’altro. L’ARAN (ente governativo) firma il nuovo contratto dei dipendenti pubblici, firma gli aumenti, giusti, però l’onere (e 276.813,00 per Novate) cade totalmente a carico dei comuni, che non hanno partecipato alla trattativa. Lo Stato ad ogni aumento dei prezzi del petrolio, e quindi di benzina, gasolio e indirettamente del metano, incassa un aumento delle accise (cioè delle tasse), i comuni no, si trovano solo a dover sostenere spese in più, a Novate per e 82.000. Bastano quattro conti per vedere come i maggiori introiti dell’addizionale IRPEF (e 555.000,00) sono serviti per coprire i mancati trasferimenti dello Stato e gli aumenti delle utenze, i trasferimenti dei nuovi compiti dello Stato ai Comuni e i maggiori costi in particolare quelli per i servizi alla persona (e 133.757,84). Gli aumenti non sono stati maggiori, perché siamo stati capaci di mettere a frutto il patrimonio comunale (nel 2007 sono previste e 340.947,61 in più di entrate). Vi sono altri due segnali di questa discriminazione a danno dei Comuni: se un privato estingue un mutuo, non paga la penale, il Comune invece sì, per Novate si tratterebbe di un costo di circa e 147.287,89. E ancora, la tesoreria unica provinciale, con una gestione quasi totalmente infruttifera, di fatto impedisce alle Amministrazioni Comunali di investire in modo garantito le proprie liquidità. Se venisse abolito l’obbligo di tesoreria unica, il Comune potrebbe aprire un conto corrente presso una banca di fiducia e guadagnare sulla propria giacenza mediamente almeno e 100.000.

L’infondatezza
delle critiche delle diverse forze politiche
Le critiche delle varie forze politiche sono quindi generiche e politicamente infondate:
se vogliono risparmiare i 600.000 euro dell’addizionale IRPEF, scrivano chiaramente dove tagliare. Affermare che si vogliono mantenere o addirittura migliorare i servizi senza aumentare le tasse è infantilismo politico: ogni persona matura sa che i servizi costano e che il Comune non “stampa” i soldi, ma finanzia i servizi con le “tasse” e con i trasferimenti dello Stato e se lo Stato ci taglia i “soldi” dei trasferimenti, non ci resta purtroppo che o tagliare i servizi o aumentare le tasse. A conferma delle considerazioni, che ho esposto, cito alcuni brani dall’editoriale di Maurizio Lozza su “Strategie Amministrative” di marzo/aprile 2007:
“La scadenza per l’approvazione dei bilanci comunali di previsione è stata prorogata al 30 di Aprile, soprattutto a causa delle incertezze e delle contraddizioni contenute nella finanziaria ’07 in materia di finanza locale”. “Una finanziaria che prevede un taglio immediato di trasferimenti per un importo di 609 milioni di euro a fronte di una maggiore entrata di ICI ancora da determinare e che dovrebbe verificarsi per la revisione dei canoni sui terreni agricoli e di categoria catastale “E”; o ancora, per meccanismi perversi del patto di stabilità, che penalizza maggiormente i comuni virtuosi”.
“Scelte discrezionali che, di anno in anno, vengono effettuate dal Governo e che pongono gli Enti Locali nell’impossibilità di effettuare una seria programmazione pluriennale per l’uso delle risorse loro spettanti. Né è più tollerabile una visione unilaterale e centralistica del patto di stabilità, che non può che produrre distorsioni falsando anche gli obiettivi che si propone.”. “È inutile far professione di federalismo a parole e poi, nei fatti, agire in modo diametralmente opposto”.
Ricordo che Maurizio Lozza non è un “sostenitore” di questa maggioranza, anzi, ma sa guardare la realtà , “sa fare i conti” e quindi non cade nell’infantilismo politico di certi “politici”.

La fonte autentica della politica
“Io non sono un uomo di lettere o di scienze, cerco semplicemente di essere un uomo di preghiera. È la preghiera che ha salvato la mia vita. Senza di essa avrei perso la ragione. Se non ho perso la pace dell’anima, nonostante tutte le prove, è perché questa pace viene dalla preghiera.” Sono parole di Gandhi. Non cattolico, neppure cristiano, un uomo di pace, un laico a tutto tondo in questo brano ha indicato la fonte della sua azione politica, fonte valida per l’India, per l’Italia, per Novate.

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