![]() |
||
| Torna al sommario | ||
| FOCUS | ||
| Un anno con Testori: cosa resterà? In tutta Italia le celebrazioni del decennale testoriano hanno riscosso un grande successo di pubblico. E a Novate... di Giuseppe Frangi, presidente dellAssociazione Giovanni Testori Quasi tremila persone a Novate, 20 mila a Rimini, oltre 8 mila a Macugnaga. E poi Bergamo, Breno, Varese, la Bovisa: per una volta il successo di uno dei più difficili e irriducibili intellettuali italiani sta anche nei numeri. Il decennale di Testori, infatti, ha visto una serie di iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale, che hanno seguito un percorso anomalo rispetto ai soliti grandi eventi. Testori del resto era così: da una parte apocalittico nelle forme, scrittore dalla grande passione civile dallaltra. Un intellettuale, insomma, a cui stava a cuore il destino di tutti, a cominciare da quelli che la vita mette ai margini. Anche il progetto proposto a Novate Milanese dallAssociazione Testori, con il contributo decisivo del professor Giovanni Agosti, e sostenuto dallAmministrazione comunale e da tanti partner pubblici e privati, ha voluto essere fedele in tutto allo spirito che animava lo scrittore. La proposta è stata quella di organizzare due mostre e una serie di iniziative collaterali che aiutassero tutti a incontrare questo personaggio scomodo, tumultuoso e appassionato. E lobiettivo è stato raggiunto. Significativa anche la sfida, molto azzardata almeno in partenza, di portare Testori in luogo così particolare come il Centro commmerciale. A Metropoli è stato montata una struttura che con estrema immediatezza e semplicità fa conoscere al grande pubblico quello che è stato uno dei grandi amori di Testori: il Sacro Monte di Varallo. Un monumento eccezionale per valore artistico, che lui con i suoi studi e con la sua passione ha contribuito in modo decisivo a rilanciare (approfondimento alle pp. 2 e 3, ndr). Il successo dellidea è andato al di là delle aspettative e per il grande pubblico si è trattato di una vera rivelazione. Come se avesse raccolto un seme di bellezza e di passione per il vero, che è la grande eredità che Testori ci ha lasciato. Cinque appuntamenti da non perdere Piccolo Teatro - Teatro Studio dal 23 ottobre al 2 novembre In exitu di Giovanni Testori con Franco Branciaroli Produzione Teatro degli Incamminati Torna In exitu, il provocatorio spettacolo creato da Giovanni Testori per Franco Branciaroli. La voce di Branciaroli, sospesa tra urlo, singhiozzo, bestemmia, invocazione e litania, interpreta la storia di Gino, un uomo che conosce lindifferenza della società e la corruzione della città e che, alla fine di un calvario di prostituzione e di eroina, muore in un bagno pubblico della stazione Centrale, ma salvato dalle braccia di Cristo. Teatro Filodrammatici dal 23 ottobre I segreti di Milano Compagnia Teatro Filodrammatici da Giovanni Testori regia di Corrado Accordino produzione Teatro Filodrammatici Ambientato nello spazio poetico e fatiscente di un vecchio bar di periferia, lo spettacolo è stato inteso come un percorso che attraversi le pagine e i luoghi della Milano testoriana, privilegiando proprio le periferie, così cariche di suggestioni, che il poeta di Novate ha trasformato in uno straordinario teatro di umanità che popola i suoi romanzi e la sua drammaturgia. Piccolo Teatro - Teatro Studio dal 18 al 30 novembre LAmbleto di Giovanni Testori uno spettacolo di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi con Andrea Carabelli, Francesca Della Monica, Iaia Forte, Sandro Lombardi, Alessandro Schiavo, Massimo Verdastro Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi Ospitalità in collaborazione con Teatridithalia Una parodia grottescamente tragica e irresistibilmente comica della tragedia shakespeariana per eccellenza, testimonianza della genialità e delleclettica inventiva lessicale e immaginifica di Giovanni Testori. fino al 26 ottobre Testori a Varallo Dopo le tappe estive, la mostra dellAssociazione Testori Testori a... arriva alla Pinacoteca Comunale di Varallo, in cui sono conservati, tra gli altri, i due celebri David di Tanzio da Varallo. Alcuni pannelli sottolineeranno con citazioni testoriane le opere varalline poste sia in pinacoteca che al Sacro Monte, che devono a Testori la propria scoperta e unopera fondamentale di valorizzazione. fino al 9 novembre Testori a Varese Testori a Varese. Da Cerano a Guttuso. Con questa mostra lAssociazione ricorda il legame di testori con la sua Varese. Nella suggestiva cornice di Sala Veratti, antico refettorio nel centro della città, saranno esposte alcune opere pittoriche importanti per Varese e fortemente legate allopera critica testoriana, da Cerano a Guttuso, da Cairo a Morazzone. LArte sacra tra i carrelli Le cappelle del Sacro Monte di Varallo occupano il Metropoli. Una suggestiva mostra tridimensionale ha avvicinato il grande pubblico a uno dei principali impegni critici di Testori «La conoscevo fin da bambino, la Valsesia, Varallo, il Sacro Monte. Cero andato come pellegrino e lavevo riconosciuto come una cosa mia. La fede vera, concreta, quotidiana, terribile, testimoniata in una forma che sentivo davvero mia: il teatro. Le ricordo ad una ad una, le facce dei personaggi nella Cappella della Crocifissione. Mi hanno fatto sentire la necessità di esprimermi con la parola recitata». Giovanni Testori Lo straordinario complesso del Sacro Monte di Varallo era stato per secoli meta di pellegrinaggi, ma pochi studiosi si erano avventurati sin là per accertarsi della sua bellezza artistica. Fu Giovanni Testori il primo critico a imporre allattenzione del mondo della cultura e dellarte questo straordinario complesso. Dopo la prima, enorme impressione che il Sacro Monte gli fece da bambino, nel 1956 organizzò una mostra che fece scoprire questa meraviglia delle Alpi e, nel 1965, con leditore Feltrinelli, pubblicò una raccolta degli scritti coniando una definizione che sarebbe diventata una specie di marchio: il Gran teatro montano. Come il teatro, larte del Sacro Monte coinvolge, emoziona e fa sentire lo spettatore parte in gioco di questa grande rappresentazione. Unarte che, se pur interpretata da grandi artisti (come Testori ha messo in evidenza) rimane sostanzialmente popolare, legata a una dimensione di devozione e di immediato contatto con la spiritualità. Ecco perché, per aprire il ciclo autunnale delle celebrazioni con cui Novate ha voluto ricordare lopera di Giovanni Testori, si è scelto di riproporre questa straordinaria e ancora abbastanza sconosciuta dimensione del sacro, e della critica testoriana. Riproporla in un modo inedito, ricostruendo attraverso una sofisticata formula di fotografia tridimensionale una scelta di cappelle del Sacro Monte, con tanto di statue, fondali e scenografie del tutto identiche alloriginale. E riproporla in un luogo particolare come il Centro commerciale Metropoli, piazza dincontro e scambio. Il successo delliniziativa è stato immediato, con migliaia di persone che ogni giorno sono state incuriosite da quel grande cilindro colorato che campeggiava in una delle più frequentate vie di accesso al Centro, e hanno curiosato tra le immagini e le scene sacre riprodotte allinterno. Una formula di grande impatto visivo, accompagnata dalle puntuali spiegazioni critiche organizzate in un percorso a pannelli di immediata comprensione: un modo per ravvivare (o, meglio, suscitare) interesse nei confronti di questo dimenticato tipo darte sacra. Ma anche una sostanziosa e completa introduzione che vuole invitare tutti, approfittando magari di una domenica di bel tempo autunnale, a fare una visita a Varallo, e ripercorrere sulle orme di Testori i sentieri del Sacro Monte. Per saperne di più: - Informazioni sul Sacro Monte di Varallo: www.santuari.it/varallo - Sito ufficiale della Riserva del Sacro Monte di Varallo: www.parks.it/riserva.sacro.monte.varallo - Informazioni sulle iniziative testoriane al Sacro Monte: www.associazionetestori.it Che cosè il Sacro Monte di Varallo? La nascita dei Sacri monti Quando intorno alla fine del 400 laccesso dei pellegrini in Terra Santa stava diventando sempre più difficile e pericoloso, nacque lidea di riprodurre i luoghi santi in Italia. Liniziativa venne presa dai francescani che tradizionalmente avevano il compito della custodia di questi luoghi. Fu proprio un rettore della Terra Santa, padre Bernardino Caimi, che rientrato in Italia diede vita al primo Sacro Monte, quello di Varallo, intorno al 1481. Dopo quello di Varallo sorsero numerosi altri Sacri Monti, quasi tutti sullarco prealpino: oggi ne restano 12. La Gerusalemme delle Alpi Varallo è non solo il più antico, ma senzaltro il più bello e complesso dei Sacri Monti. Realizzato nellarco di quattro secoli, oggi si compone di ben 52 cappelle che raccontano la vita di Cristo. Padre Caimi, liniziatore, non pensava di costruire un complesso così articolato. La sua prima idea fu quella di riprodurre il Sepolcro di Cristo e la Grotta di Betlemme, riportando esattamente le misure e la struttura delloriginale. In questo modo i pellegrini potevano avere la sensazione di recarsi davvero sui Luoghi Santi. Caimi voleva che i fedeli potessero tenere in mente la verità semplice e concreta della persona storica di Cristo. Gaudenzio: il genio di casa Dopo padre Caimi, morto nel 1499, a Varallo arrivò Gaudenzio Ferrari, un artista nato nella vicina Valduggia e formatosi a Milano, che avrebbe condotto il cantiere per quasi 20 anni. Nel 1516 Gaudenzio porta a termine il suo primo intervento al Sacro Monte. A differenza di padre Caimi, lartista anima le scene con sculture a grandezza naturale e con affreschi che rappresentano gli astanti. Proprio nellinsieme delle cappelle dedicate alla Nascita e ambientate a Betlemme, Gaudenzio fa intravedere qualcosa di assolutamente nuovo e di coinvolgente. Il pellegrino nel piccolo complesso della Nascita si trova nel cuore dellavvenimento, con la piccola Grotta della natività di fronte e il Corteo dei Magi che sopraggiunge da sinistra: leffetto era ed è indimenticabile e commovente. Limpeto di San Carlo: i fratelli dEnrico Fu San Carlo, il grande arcivescovo di Milano, a intuire limportanza di unopera come questa, quasi un baluardo della fede cattolica nelle zone più esposte al vento del protestantesimo. Grazie allimpulso dato dal Borromeo, il cantiere del Sacro Monte tornò in piena attività. Due altri grandi talenti si affacciarono sulla scena: i fratelli Giovanni dEnrico, scultore, e Antonio, detto Tanzio, pittore. Dalla loro collaborazione nacquero alcune delle cappelle più belle del Sacro Monte, come quelle di Gesù davanti al Tribunale di Pilato, Gesù davanti ad Erode e Pilato si lava le mani. Con gli occhi di Testori In cinque lezioni darte un percorso critico ad hoc Grazie ad una felice idea dellufficio cultura del Comune di Novate, il Comitato testoriano ha ideato un ciclo di cinque conferenze su altrettanti pittori lombardi che hanno segnato la storia della pittura italiana e che devono gran parte della loro fortuna allopera critica di Testori. Unoccasione straordinaria per conoscere pittori di grande fascino e importanza, attraverso la voce di relatori eccellenti. I cinque espositori, scelti dallAssociazione Testori per la loro comprovata competenza sul tema, hanno affrontato il percorso artistico e la fortuna critica dei pittori in relazione al secolo in cui vissero e agli scritti testoriani. Ha aperto il ciclo Giovanni Agosti, curatore, lo scorso anno, della grande mostra bresciana su Vincenzo Foppa, seguito da Simone Facchinetti, curatore di una grande mostra sul Moroni che inaugurerà nellottobre del 2004 e da Maria Cristina Terzaghi, promettente studiosa che ha scritto in più occasioni su Tanzio da Varallo e, nel 2000, ha collaborato alla mostra che Palazzo Reale di Milano ha dedicato al pittore. Concluderanno il ciclo (il 22 ottobre) Silvia Colombo, studiosa novatese, impegnata ad una mostra monografica su Fra Galgario di prossima inaugurazione, e Alberto Fiz (29 ottobre) curatore di importanti mostre ad Aosta, tra cui la mostra antologica su Ennio Morlotti dellanno scorso che ne ha celebrato i 10 anni dalla morte. Per informazioni: Ufficio cultura del Comune di Novate Milanese: Email: cultura@comune.novate-milanese.mi.it Tel. 02/35473226 Uno spettacolo dietro le sbarre La compagnia dei detenuti del carcere di Bollate mette in scena un insolito Testori. Visto da dentro A conclusione del denso anno di celebrazioni testoriane, il prossimo 8 novembre andrà in scena allinterno del Carcere di Bollate Dal tuo sangue, uno spettacolo di teatro-danza ispirato allopera dellartista novatese. Una proposta, quasi una sfida, che è stata accettata con entusiasmo dalla regista, Michelina Capato Sartore, e dalla compagnia teatrale Estia-TeatroDentro, composta in buona parte da detenuti del carcere stesso, che non senza un pizzico di emozione e con grande impegno hanno accettato di misurarsi con i testi narrativi e teatrali di Testori. Una scelta non casuale, che dà spazio a uniniziativa che coinvolge i detenuti e contribuisce ad avvicinare chi sta fuori alla realtà del carcere, con i suoi dolori e i suoi germogli di speranza. Ma che, soprattutto, si inserisce a pieno titolo in quello che è stato linsegnamento di Testori, quella sua continua attenzione agli ultimi, a chi sta ai margini, alla dignità di chi soffre e di chi magari ha pure fatto soffrire. Sotto la spinta di quella pietas che, per lartista, ha assunto il significato più alto di pietà, di con-passione, di sofferenza con e per luomo sempre innervata in unincrollabile speranza. Ecco come la regista, Michelina Capato Sartore, ha scelto di presentare il suo appassionato lavoro. Che sarà sicuramente una sorpresa, e un evento da non perdere. Per informazioni: Ufficio cultura del Comune di Novate Milanese: Tel. 02/35473272 Dal tuo sangue Liberamente ispirato allomonima opera di Giovanni Testori di Michelina Capato Sartore Le ombre immaginifiche che emergono dalle parole di Testori evocano le marginalità irruente e gentili delle genti di periferia; i soli, le sole, i lasciati lì, gli estromessi, gli esclusi, i fuggiaschi, i ridondanti nel silenzio Figure dense che appaiono per un attimo e poi come riavvolte dalla nebbia perdono i contorni e le loro immagini sfocate si dileguano dietro un portone, in una corte popolare, dietro lingresso di servizio di un negozio. Fugaci e distratti non ci hanno incontrato, né noi ci siamo mai fermati a prestar loro ascolto. Così, nel silenzio delle loro lunghe notti, hanno trovato lorecchio del Dio-uomo, e lì cercano la carne e il sangue umano. Spesso confondono Lui con i pochi incontri vissuti. Spesso non sanno a che mondo rivolgersi. Spesso si fermano toccati da un sospiro che viene di lontano Spesso la pietà di cui loro sono capaci fa fuggire spaventati Spaventati dalla nostra paura, paura di essere scoperti e riconosciuti nella nostra stessa menzogna. Cè qualcosa che chi ha perso tutto possiede Cè qualcosa che noi abbiamo perso Cè qualcosa Come fra la nebbia al Giambellino la narrazione si snoda fra quadri coreografici suggeriti ed incerti, come la lunga passeggiata notturna di chi non riesce a dormire e cerca la sua quiete o la sua dannazione per strada. Lavoro corale e solitario che vede in scena circa venti attori-danzatori che si sfiorano e si rincorrono nelle loro solitudini periferiche, sempre attenti a non incontrarsi, a non rompere quel silenzio col mondo che lascia intuire sospiri lontani. Per informazioni e prenotazioni: Ufficio cultura del Comune di Novate Milanese: Email: cultura@comune.novate-milanese.mi.it Tel. 02/35473226 Possibilità di trasferimento in pullman da Novate |
||